Vigevano, la tragedia partita da un litigio: la donna uccisa a colpi di coltello, a lanciare l’allarme è stata la figlia 12enne

Panchina rossa violenza sulle donne
La panchina rossa simbolo della lotta alla violenza contro le donne (foto Kontrolab)
di Roberta Miele

Uccide la compagna poi si toglie la vita. È successo a Vigevano, nel Pavese. Luca Adamo, appuntato scelto della guardia di finanza in servizio alla compagnia di Corsico (Milano), ha ucciso Erika Cavalli, agente immobiliare di 38 anni da compiere a luglio, e poi si è suicidato.

La tragedia si è consumata intorno alle 23 del primo maggio in una villetta bifamiliare in via Ivrea, zona residenziale alla periferia della città. I due avevano iniziato a litigare, quando l’uomo ad un certo punto ha impugnato il coltello e ha colpito la donna, che ha invano provato a scappare. L’omicida poi si è recato in garage dove si è sparato (è ancora da accertare se abbia utilizzato la pistola d’ordinanza o un’altra arma). Al momento dell’accaduto era in casa la loro figlia di 12 anni. È stata proprio la ragazzina a chiamare un parente, che ha dato l’allarme avvisando polizia e 118. All’arrivo dei soccorsi, però, già non c’era nulla da fare.

Secondo le prime ricostruzioni, la coppia litigava spesso. La donna aveva deciso di porre fine alla relazione: da un paio di settimane aveva trovato casa per sé e per la figlia a Cassolnovo, poco lontano da Vigevano. Una scelta che Adamo non riusciva ad accettare. Sulla vicenda indaga la polizia di Vigevano.

Proprio a tutela dei figli minori delle vittime di violenza domestica e di genere commessi in ambito familiare o in relazione di convivenza è la proposta presentata oggi da Fratelli d’Italia. Accoglienza in strutture protette, assistenza psicologica e sanitaria i cardini dell’iniziativa legislativa che vuole dare una risposta concreta alla violenza contro le donne «e colmare una lacuna del nostro ordinamento anche in presenza della legge n. 4 dell’11 gennaio 2018. Se venisse approvata, con questa proposta di legge, riusciremo a garantire una tutela effettiva anche ai figli nati da una qualsivoglia unione: coniugale o equiparata, quando questa non sfocia nell’omicidio di un genitore da parte dell’altro, ma in comportamenti comunque tali da compromettere un sano equilibrio psicologico dei figli delle vittime, assicurando così continuità con la famiglia d’origine, accoglienza in strutture protette, assistenza psicologica e sanitaria», dichiara il deputato FdI Carmela Ella Buraco, prima firmataria dell’iniziativa legislativa. «In Italia, purtroppo, sono oltre quattrocentomila i bambini e i ragazzi che hanno assistito a episodi di violenza dentro casa. La violenza contro le donne è un fenomeno drammaticamente diffuso: 1 donna su 3, tra i 16 e i 70 anni, nel corso della propria vita ha subito violenza fisica o sessuale. Non ricordiamolo solo il 25 novembre in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne», conclude Bucalo.

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giovedì, 2 maggio 2019 - 20:37
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