Pubblica amministrazione, si cambia Bongiorno: «Corso universitario per ingresso diretto, stop migrazioni»

Giulia Bongiorno
di Roberta Miele

Chissà cosa avrebbe fatto Checco Zalone nel suo celebre film ‘Quo vado’ se avesse saputo che per avere l’agognato posto fisso nella Pubblica Amministrazione avrebbe dovuto frequentare un apposito corso universitario. Probabilmente la pellicola in questione non avrebbe avuto motivo di esistere. Il ministro Giulia Bongiorno ha annunciato al Forum della Pubblica amministrazione che il Governo sta studiando un disegno di legge per l’istituzione di un indirizzo di studio, al termine del quale sarà possibile partecipare ai concorsi pubblici.

L’obiettivo della riforma è permettere «a chi si iscrive all’università di sapere che ha questa opportunità» e consentire «alla Pa di assumere ragazzi». Insomma, un cambio radicale della concezione del pubblico impiego: «non il luogo di chi non riesce ad avere il privato», ma una «prima scelta». Un modo per svecchiare gli uffici pubblici perché «non è possibile che si entri nella Pa soltanto a 35 anni». Non una nuova corsia d’accesso preferenziale, ma una diversa e specifica preparazione in quanto la macchina amministrativa ha, continua il ministro, «necessità di qualità». Per questo è fondamentale «entrare per concorso e i concorsi devono essere selettivi».

Travolte dalla riforma anche le modalità di selezione. La valutazione, infatti, avverrà anche in base a test psicoattitudinali. Le prove dovranno verificare la capacità di «organizzazione del lavoro», poiché «non è sufficiente avere una buona memoria». La digitalizzazione e l’abilità gestione dei fondi strutturali dovranno essere requisiti fondamentali del nuovo dipendente pubblico in quanto «non possiamo piangere miseria perché non abbiamo le risorse», mentre quando ci sono non si sa come utilizzarle. Il ministro vuole mettere una fine anche alle migrazioni da una regione all’altra. Una prima sperimentazione sta avvenendo in Campania, dove insieme al presidente della Regione Vincenzo De Luca si stanno organizzando nuovi concorsi territoriali basati suoi singoli fabbisogni.

Il nuovo corso di laurea è allo studio del dicastero della Pa insieme al Miur, ma non si conoscono ancora i tempi per la realizzazione del progetto che verranno annunciati «quando ci sarà un ddl».

Le novità non si sono fermate ai canali di accesso. Nell’ultima Legge di Bilancio – dichiara Bongiorno in conferenza stampa – lo stanziamento dei fondi previsti dalla Legge di bilancio è stato di «un’entità non paragonabile ai primi stanziamenti di altri governi». Sono 120 i milioni messi sul piatto per il 2019, 320 per il 2020 e 420 per il 2021. «Gli enti locali possono già assumere. I posti vacanti sono un po’ in tutte le materie delle amministrazioni centrali. Quindi ci saranno nuovi ingressi». Ma non è tutto, promette: si tratta solo di «un buon inizio ma non un punto di arrivo. Nella prossima legge di bilancio ci saranno ulteriori passi in avanti» in termini di risorse.

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martedì, 14 maggio 2019 - 16:16
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