L’emergenza lavoro travolge Di Maio: ferme sul tavolo del Mise 140 vertenze

Luigi Di Maio (foto Kontrolab)
di Gianmaria Roberti

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Non solo i tormenti del M5S, per Luigi Di Maio. Il titolare del Mise è pure nell’arena dei tavoli di crisi aziendali. Da Auchan a Mercatone Uno, da Alitalia a Blutec. Centinaia le aziende, migliaia di lavoratori sull’orlo del precipizio, o già nel gorgo della cassa integrazione. E all’orizzonte, la pistola puntata dall’Ue, per lesa austerità. «Ci sono oltre 140 medie-grandi vertenze ferme sul tavolo del Ministero dello Sviluppo economico. – attacca il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan – Abbiamo bisogno non di aggiungerne altre ma di chiuderne qualcuna, a partire da Blutec, Mercatone Uno, Alitalia. Le vertenze si aprono ma poi c’è bisogno della gestione della vertenza, di trovare nuovi acquirenti con piani industriali che possano rilanciare le aziende in crisi».

La leader Cisl chiede al Mise e al governo di mettere «i temi del lavoro» al centro. E le matasse da sbrogliare non mancano, anzi aumentano. Una girandola di numeri a cui è difficile stare dietro. A febbraio il ministero di Di Maio annunciava un boom di vertenze, riferibile al 2017. I numeri più alti degli ultimi sei anni, con una crescita del 37% dei posti di lavoro a rischio. Nel 2012 i tavoli aperti erano 119, i lavoratori interessati 118mila. Dal 2016 al 2017 i dipendenti coinvolti sono 25mila in più, dal 2012 +62mila. Un fenomeno che, secondo il Mise  «deriva dall’ingresso di alcune grandi imprese», come Alitalia, Almaviva, o l’Ilva. Colossi che, in precedenza, pur toccati da  «difficoltà non marginali non avevano ritenuto di attivare un tavolo di confronto». Ma all’emersione dei tavoli contribuisce anche il potenziamento delle strutture ministeriali, dove ora è possibile «la gestione di più vertenze». Insomma, le ragioni sembrano varie. Di certo i timori si moltiplicano. Il 28 maggio, ad esempio, al Mise è il turno di Auchan: il tavolo affronta la possibile cessione dei punti vendita al gruppo Conad. La trattativa prevederebbe il termine della negoziato entro quest’anno. «L’azienda – informa una nota del Mise – sta lavorando al piano industriale che, previa valutazione da parte dell’Antitrust, dovrebbe garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e produttivi».

La fumata è ancora grigia: convocato un nuovo incontro per il 20 giugno. Ma è di qualche giorno fa l’ultima doccia gelata, con l’improvvisa chiusura dei 55 punti vendita Mercatone Uno. Serrande abbassate in faccia a 1800 dipendenti. È l’effetto della sentenza al tribunale di Milano, con il fallimento della Shernon Holding srl, che nell’agosto 2018 aveva rilevato i punti vendita dello storico marchio emiliano. La decisione fa anticipare l’apertura del tavolo a lunedì scorso. «Giovedì – dichiara il ministro dello sviluppo – tavolo con creditori e fornitori. Obiettivo minimo da attuare subito è la Cigs per i lavoratori. Il tribunale di Bologna deve autorizzare la procedura di amministrazione straordinaria e riprendere l’esercizio provvisorio il prima possibile, così da consentire il ricorso agli ammortizzatori sociali». Andando a ritroso, qualche giorno prima era la volta di Ferrosud, azienda lucana specializzata nel settore metalmeccanico rotabile. Sono 80 i lavoratori trascinati in un limbo, causato da un concordato preventivo sorto nel 2010. E cosa dire di Blutec? A marzo la crisi aziendale si trasforma in giudiziaria, con l’arresto dei vertici e il sequestro dello stabilimento. Una misura cautelare ribaltata da successiva decisione del riesame, in attesa di chiarezza sulla presunta malversazione.

Una storia da 16 milioni di finanziamenti pubblici, concessi da Invitalia per rilanciare lo stabilimento ex Fca di Termini Imerese (Palermo). Dove Di Maio si gioca molto, però, è sul tavolo Alitalia. «Puntiamo ad una soluzione strutturale» è la promessa del ministro. Sullo scenario di rinazionalizzare il carrozzone dei cieli, è guardingo il ministro dell’economia, Giovanni Tria («vedremo»). Intanto, anche su questo governo pende la maledizione della “compagnia di bandiera”.

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mercoledì, 29 maggio 2019 - 15:38
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