Avvocati, urne aperte a Torre Annunziata: scontro tra il listone ‘benedetto’ da Torrese e la squadra guidata da Cesarano

Toghe

Il conto della rovescia è cominciato. Lunedì 22 luglio al Tribunale di Torre Annunziata si aprono, finalmente, le urne per il tanto atteso rinnovo del Consiglio dell’Ordine, rinnovo che sarebbe dovuto avvenire agli inizi di gennaio ma che fu rinviato a data da destinarsi dal Consiglio uscente nell’attesa che si mettessero punti fermi sulla ‘legge Falanga’  che molti avvocati italiani hanno (inutilmente) messo in discussione. I candidati sono 63, mentre i posti in Consiglio (che durerà quattro anni) sono 21.

Gli schieramenti in campo sono tre, anche se la battaglia (più accesa che mai) si consumerà tra due ‘blocchi’. Da un lato c’è un mega-listone con 34 candidati (roba che a Torre Annunziata non s’era mai vista prima) che si pone nel solco della continuità con il Consiglio uscente e che ha proprio la benedizione del presidente Gennaro Torrese (impossibilitato a ripresentarsi per via del blocco del ‘doppio mandato’ stabilito dalla legge Falanga), e dall’altro lato c’è una lista di 12 avvocati che ha nel penalista Antonio Cesarano il suo punto di riferimento e che si assesta su una posizione di totale rottura col passato. Sullo sfondo ci sono gli outsider di Nad, Nuova avvocatura democratica, e due indipendenti.

Proprio la lista che fa capo a Cesarano si è data appuntamento mercoledì sera all’hotel Panoramica a Castellammare di Stabia per l’ultima chiamata alle armi. Un incontro partecipato che ha visto la presenza anche dell’ex senatore Ciro Falanga, l’estensore della legge che ha di fatto bloccato l’occupazione dei Consigli forensi da parte dei ‘soliti’ noti e che nel caso di Torre Annunziata ha imposto a Gennaro Torrese e a molti consiglieri uscenti di restare fuori dalla competizione, almeno formalmente. Sì, perché nei fatti Torrese resta in campo come ‘ispiratore’ del mega-listone: «Molti avvocati si riconoscono in quello che abbiamo fatto negli ultimi anni e sono veramente soddisfatto di ciò. È un gruppo di 34 candidati – ha spiegato Gennaro Torrese in una nota stampa – che condividono la linea del Consiglio uscente e che hanno come obiettivo la trasparenza, la buona gestione degli affari amministrativi dell’Ordine e la terzietà. È un progetto di rinnovamento nella continuità condiviso da questa bella squadra di candidati». Un progetto che, come specificato da Torrese, corre di pari passo all’attività della Fondazione Forense E. De Nicola: «Chi vuole impegnarsi nella politica forense, anche in posizione non apicale, trova sempre spazi perché sono tanti gli ambiti e le prospettive di impegno. Con la Fondazione Forense E. De Nicola, in parallelo con l’Ordine faremo moltissimo», ha aggiunto Torrese.

Proprio la posizione assunta da Torrese in queste elezioni è divenuta elemento di forte contestazione da parte dalla lista che fa capo ad Antonio Cesarano. «E’ morto Napoleone, è morto Garibaldi e il mondo è andato avanti. Invece a Torre Annunziata non si può andare avanti. A Torre Annunziata c’è una squadra di eletti senza i quali non si può andare avanti. Questo è inaccettabile», ha dichiarato l’avvocato Cesarano mercoledì sera all’hotel Panoramica durante il suo discorso. «E’ inaccettabile sentire dire che chi si candida contro listone è contro il Consiglio. Non è possibile ritenere che qualcuno sia contro il Consiglio. Si pensa questo perché loro ritengono che il Consiglio sia cosa loro. Questo è drammatico. Invece le elezioni sono democratiche».

Quindi l’invito a votare la coalizione per cambiare lo stato delle cose: «Non vi chiediamo di votare le singole persone, ma vi invito a votare la coalizione perché solo così possiamo scrivere una pagina di democrazia. Noi abbiamo il coraggio di affrontare la corazzata. Aiutate voi stessi». All’avvocato Cesarano ha fatto eco Nicolas Balzano, attuale presidente della Camera penale oplontina che, parlando a titolo personale in qualità di sostenitore della lista, ha arringato i presenti con un appassionato discorso: «C’è chi pretende che la classe sia al suo servizio. La pretesa degli irriducibili che non si sono alzati ma si sono fatti espellere (il riferimento è al fatto che a Torre Annunziata, come in altri fori, molti avvocati hanno atteso la Consulta prima di fare un passo indietro a fronte di una legge chiara, ndr). La Consulta ha detto che gli avvocati non sono in grado di capire e accettare la legge. Dobbiamo archiviare questa pagina che non ci ha fatto onore (…)… Questa volta si vota per un progetto politico, questa volta c’è chi confida nella ribellione morale. Ecco, non importa se vinceremo questa battaglia, anche se crediamo di vincerla, perché chi si batte per la dignità dell’avvocatura non è mai sconfitto».

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venerdì, 19 luglio 2019 - 19:09
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