Prescrizione, Pd e Iv salvano Bonafede: respinto l’esame della proposta di legge Costa, i renziani come Ponzio Pilato

La Camera dei Deputati

Alla prova del voto sulla riforma della prescrizione, Pd e Italia Viva scoprono le carte e nei fatti proteggono la legge fortemente voluta, e altrettanto fortemente difesa, dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e dal Movimento Cinque Stelle.

Questa mattina la Camera dei Deputati è stata chiamata ad esprimersi sulla richiesta di esame con urgenza della proposta di legge del deputato Enrico Costa di Forza Italia, composta da un solo articolo, che puntava ad abrogare l’imminente entrata in vigore della riforma, prevista per il primo gennaio 2020, che blocca il corso della prescrizione subito dopo la sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione). Ebbene la richiesta di esame non è passata. E questo proprio grazie alla posizione assunta da Pd e da Italia Viva. I renziani non hanno partecipato al voto (i deputati sono 28), una decisione – hanno detto in una nota – motivata dal «non creare divisioni pretestuose nella maggioranza ed evitare strumentalizzazioni su un voto procedurale».

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Appena domenica sera, intervenendo a ‘Non è l’Arena’ di Massimo Giletti, Renzi aveva sostenuto di «condividere totalmente la proposta di Costa» e al contempo aveva criticato la riforma Bonafede. Parole che avevano lasciato pensare che Italia Viva si sarebbe smarcato dai grillini appoggiando Forza Italia. E, invece, Italia Viva ha deciso di fare come Ponzio Pilato, sottraendosi al voto per non essere costretta a votare né contro né a favore ed evitando così di fare esplodere inevitabili tensione nella già fragilissima maggioranza di governo di cui Iv fa parte. Il Partito democratico, che pure in queste settimane si è lasciato andare a numerose dichiarazioni di contestazione della riforma della prescrizione, ha deciso di votare contro l’esame della proposta di legge Costa, bocciando così l’unico atto concreto che avrebbe messo in discussione l’applicazione della riforma. La giustificazione offerta dal Pd è che questa procedura è stata ritenuta «strumentale». I dem si riservano di presentare una loro proposta se non si raggiunge un accordo sul tema. Hanno votato compatti con Movimento Cinque Stelle e Pd anche quelli Liberi e Uguali. I ‘no’ all’esame della proposta sono stati complessivamente 269, quelli a favore (Lega, Fi e Fdi) sono stati 245. Uno scarto di 24 voti appena.

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Se il Movimento Cinque Stelle e Alfonso Bonafede tirano un sospiro di sollievo, da Forza Italia si leva la voce di Enrico Costa che non manca di sottolineare come il voto abbia dimostrato che «all’interno della maggioranza ci sono forcaioli come i Cinque Stelle e, come loro complici, i pavidi del Pd che hanno addirittura applaudito all’esito della votazione che ha respinto la procedura di urgenza. Così anche il Pd lascia le impronte digitali sull’ergastolo processuale». Costa ha dunque annunciato che «la nostra battaglia di civiltà giuridica non si ferma, ma lavoreremo per avere in Aula entro il mese di dicembre la nostra proposta di legge. Abbiamo apprezzato che una parte della maggioranza non si sia piegata all’estorsione dei Cinque Stelle e non abbia lasciato le proprie impronte su questo scempio». Tuttavia il tempo stringe. Gennaio è alle porte e il ministro Bonafede non è intenzionato a cedere di un millimetro sulla riforma della prescrizione e sulla sua entrata in vigore.

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martedì, 3 dicembre 2019 - 14:28
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