Prescrizione, l’Anm appoggia Bonafede: penalisti lasciati soli, da oggi sciopero e maratona oratoria davanti alla Cassazione

Gian Domenico Caiazza
Il presidente dell'Unione delle Camere penali italiane Gian Domenico Caiazza (Foto Camere penali Tv)

Ad un mese esatto dall’entrata in vigore della riforma, targata Alfonso Bonafede, che prevede il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado (sia essa di condanna che di assoluzione), gli avvocati penalisti sono rimasti i soli, tra gli operatori del Diritto, a lottare contro l’applicazione della norma. Il mondo della magistratura, che pure in larga parte aveva espresso forti perplessità sulle modalità di innesto della riforma in uno scenario che non prevede misure in grado intervenire in maniera strutturale sulla durata dei processi, si è compattata attorno al ministro Alfonso Bonafede, e lo ha fatto nella giornata di ieri – primo dicembre – a chiusura del 34esimo congresso dell’Associazione nazionale tenutosi a Genova.

A larga parte è stata approvata la mozione che ribadisce il ‘sì’ alla riforma che blocca il corso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia essa di assoluzione che di condanna: «Alla politica spetta poi il compito di adottare ogni altra iniziativa per una strutturale riforma del processo penale, in ogni caso, indispensabile», specifica la mozione. E pensare che solo pochi giorni fa, in Commissione Giustizia, il pubblico ministero Catello Maresca – ascoltato su richiesta del Movimento Cinque Stelle – aveva espresso tutte le sue perplessità sulla tempistica dell’entrata in vigore della prescrizione, esprimendo un pensiero che molti magistrati condividono. 

La riforma della prescrizione «così com’è va benissimo produrrà effetti positivi e renderà impossibile un uso strumentale delle impugnazioni», ha precisato il presidente dell’Anm, Luca Poniz, a margine del congresso in corso a Genova. «Nessuno faccia dire all’Anm che attendiamo riforme epocali per l’entrata in vigore della prescrizione», ha sottolineato, spiegando che «gli squilibri di cui ho parlato nella mia relazione non sono legati al fatto che la riforma della prescrizione entri in vigore ora». «La prescrizione interrotta dopo la sentenza di primo grado è una misura che l’Anm ritiene corretta», ha ribadito Poniz.

E a rimarcare la vicinanza a Bonafede ci ha pensato oggi ‘Autonomia & Indipendenza’, la corrente fondata da Piercamillo Davigo (consigliere togato del Csm), che ha manifestato apertamente – mediante una nota – il suo totale appoggio alla riforma e dunque al ministro Bonafede, ma ha manifesto contrarietà rispetto all’idea del Guardasigilli di introdurre (nella riforma complessiva del processo penale di cui non si sente solo parlare da oltre un anno) sanzioni disciplinari nei confronti dei magistrati che non rispettano gli eventuali nuovi termini sulla durata delle indagini e dei processi.

La nota è stata diramata oggi, in concomitanza con la prima delle cinque giornate di astensione dalle udienze proclamata dall’Unione delle Camere penali italiani proprio contro quella riforma. E’ stata diramata mentre i penalisti di tutta Italia, oltre ad incrociare le braccia (nel rispetto del codice di autoregolamentazione), si stanno alternando in una maratona oratoria, dinanzi alla Cassazione, per spiegare ai cittadini quali sono gli effetti dell’entrata in vigore della riforma in assenza di misure che incidano in maniera seria e strutturale sulla lunghezza già sfiancante dei processi. Un’iniziativa, questa, senza precedenti e ispirata a una vecchia battaglia del Partito radicale.

Nella nota la corrente ‘Autonomia & Indipendenza’ sottolinea di accogliere con «favore la volontà di procedere senza ulteriori rinvii al blocco della prescrizione dopo il giudizio di primo grado». «Riteniamo che tale misura, da tempo invocata dalla magistratura e che ci allinea alla maggioranza dei Paesi Europei, risultando utile a scoraggiare strategie dilatorie, possa costituire un primo passo verso il recupero di efficienza del processo penale che, da più parti, è, da tempo, auspicato. – afferma A&I – Al di là della sua entrata in vigore il tempo che ancora ci separa dalla concreta effettività della riforma potrà essere impiegato per analizzare i flussi statistici e predisporre gli accorgimenti necessari ad evitare una eccessiva durata dei procedimenti».

Il recupero di efficienza «sarebbe certamente potenziato se al blocco della prescrizione si aggiungessero altre misure quali, ad esempio, l’abolizione del divieto di reformatio in peius in appello ed una profonda rivisitazione della disciplina normativa in tema di patrocinio a spese dello Stato ed in tema di notificazioni». Nessun recupero di efficienza potrà invece essere raggiunto, avverte la corrente, «con l’introduzione di nuove forme di responsabilità disciplinare connesse al mancato rispetto di termini rigidi per la definizione dei procedimenti». Il carico che grava su moltissimi magistrati di questo Paese è tale da rendere oggettivamente impossibile il rispetto di tali termini sicché, imporli a pena di disciplinare, significa scaricare sulla magistratura responsabilità che non le appartengono».

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lunedì, 2 dicembre 2019 - 17:25
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