Parte la bonifica di Bagnoli, il ministro Provenzano: «Scusate il ritardo»

Bagnoli
Una veduta dell'ex stabilimento industriale siderurgico ILVA Italsider e della fabbrica Cementir (foto Kontrolab)

«Con Bagnoli ci giochiamo una partita politico-istituzionale sulla credibilità per le politiche del Sud che si costruisce anche qui». Il ministro per il sud Giuseppe Provenzano saluta con queste parole i primi concreti passi per la bonifica di Bagnoli.

Questa mattina alcune ruspe sono entrate in azione per le prove di tecnologia per la bonifica, mentre alcuni mezzi sono già pronti per portare via cumuli di di materiale contaminato ammucchiato dal 2000 sotto un capannone sventrato. Entro tre settimane ci sarà anche l’aggiudicazione dell’appalto per bonificare i primi 16 ettari dell’amianto, operazione che dovrebbe concludersi in un anno.

Provenzano ha lanciato l’operazione bonifica facendo ammenda per gli oltre 25 anni di promesse vane: «Scusate il ritardo», dice citando Massimo Troisi.

Leggi anche / Bagnoli, processo sulla bonifica fantasma: chiesta in Appello la conferma delle sei condanne per disastro colposo e truffa

La mancata bonifica di Bagnoli è stata anche oggetto di un’inchiesta della procura che, in primo grado, ha portato alla condanna di sei persone per disastro colposo e truffa (a seconda delle responsabilità). Il 18 dicembre il sostituto procuratore generale ha chiesto ai giudici della Corte d’Appello di Napoli di confermare quelle condanne, tornando a ribadire che la bonifica della zona industriale di Bagnoli – dove sorgevano gli stabilimenti Italsider ed Eternit – non venne mai realmente effettuata nonostante lo stanziamento di 100 milioni di euro. Per la procura furono invece eseguiti interventi che hanno «aggravato l’inquinamento dei suoli» determinando «un pericolo ambientale con immensa capacità diffusiva che coinvolge l’integrità della salute di un numero non individuabile di persone».

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lunedì, 20 gennaio 2020 - 19:06
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