Messina, il sindaco incassa la denuncia del ministro e rilancia: «Nello Stretto vergogna di Stato, ci vediamo in Tribunale»

cateno de luca
Cateno De Luca, sindaco di Messina
di Bianca Bianco

«Caro ministro, se questo è un avvertimento per il sottoscritto ne prendo atto. Ma non è pensabile che chi sta al di sopra delle nostre teste possa continuare a dileggiare i sindaci e la popolazione». Cateno De Luca, il sindaco di Messina che ha bloccato nei giorni scorsi le partenze dei traghetti dalla Calabria in Sicilia, commenta con un video di 5 minuti sulla sua pagina istituzionale la notizia della denuncia nei suoi confronti da parte del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Eravamo abituati a vederlo in fascia tricolore ed arrabbiato mentre provava a bloccare la vergogna degli sbarchi non controllati da Villa San Giovanni di persone provenienti dal Nord senza ‘comprovate esigenze’ e motivi validi (lo scorso 22 marzo grazie al blocco del porto messinese il primo cittadino ne ha fatte denunciare dieci), ma stavolta il De Luca siculo smette i toni da barricadero per assumere quelli più compiti da rappresentante delle istituzioni. Il senso del suo messaggio però è lo stesso, sebbene mediato rispetto a quel «ci volete pisciare in testa» urlato in diretta tv e che ha fatto evidentemente trasalire il ministro. «Voi ci volete dileggiare», scandisce il sindaco, che poi chiede provocatoriamente una colletta per pagare un’eventuale condanna (l’articolo 290 punisce il vilipendio con una multa fino a 5mila euro) e dà appuntamento «in tribunale» alla rappresentante del Viminale.

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«Ho appreso della denuncia in questo momento dall’Ansa – dichiara il sindaco – l’articolo 290 del condice penale prevede una pena abbastanza grave, magari vi chiedo di fare una colletta. Signor ministro, io la denuncia me la prendo e mi difenderò».

Poi passa nuovamente all’attacco, ricordando le ragioni della protesta finiti su tutte le tv del mondo: «Avete consentito – dice – di far passare per lo Stretto di Messina persone senza requisiti. Le prove ci sono: quando ho occupato le forze dell’ordine hanno denunciato 10 persone in auto che non erano in regola».

«Inoltre le ho chiesto – continua – una formale motivazione sulla Renault 4 di artisti di strada francesi che ha attraversato lo Stivale indisturbata e ora scorrazza per la Sicilia mentre noi siamo chiusi in casa. Io questo lo definisco depistaggio di Stato, e me ne assumo la responsabilità. Tutte le misure imposte sono state violate. Ma ne parleremo in Tribunale. Se è un avvertimento al sottoscritto, ne prendo atto ma non è pensabile che sta al di sopra le nostre teste possa continuare a dileggiare sindaci e popolazione».

Altra «vergogna di Stato – conclude Cateno De Luca – è il comunicato del 23 marzo in cui lei ha dichiarato il falso, che sullo Stretto era tutto a posto. Ma ne abbiamo denunciati dieci e abbiamo visto la fila di auto bloccate a Villa San Giovanni. Lei faccia il suo mestiere, io il mio. Ci vediamo in Tribunale».

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giovedì, 26 marzo 2020 - 15:59
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