Scuola, la sfida impossibile dei banchi monoposto. I produttori: «Il bando di gara andrà certamente deserto»

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Manca un mese e mezzo al sospirato rientro in classe degli studenti italiani dopo il lungo lockdown della pubblica istruzione, ma la situazione appare ancora confusa e in alto mare. Il ministro Lucia Azzolina ha assicurato che il 14 settembre la campanella tornerà a suonare, ma restano, nonostante i numerosi incontri con i sindacati e il protocollo d’intesa abbozzato, numerose criticità. Quella più insidiosa è legata ai banchi monoposto che il ministro ha annunciato come misura necessaria per un rientro in aula sicuro e per i quali è stata bandita una gara europea dal commissario Domenico Arcuri. Un bando che, assicurano i produttori, andrà «sicuramente deserto». Per il 14 settembre non ci saranno nuovi banchi o non saranno prodotti da aziende italiane sostengono Assufficio di Federlegno e Assodidattica perché «un acquisto centralizzato di 3,7 milioni di pezzi tra banchi monoposto e sedute è pari ad oltre la produzione di 5 anni di tutte le aziende nazionali certificate per fornire arredamento alla pubblica amministrazione»,  è  «certamente una missione impossibile», «in pratica significa che dal 7 al 31 agosto, cioè in 23 giorni compresi tutti i festivi, dovrebbe essere concentrata la produzione di 5 anni».

Assufficio e Assodidattica rappresentano produttori e distributori italiani dell’arredo scolastico per il 95% del fatturato nazionale. E’ l’intero comparto industriale, avvertono, che rischia di essere «spazzato via da un bando di gara che potrebbe avere un solo fornitore non italiano, che produce nel Sud Est asiatico, con un prodotto che non risponde alle leggi e alle normative di sicurezza e a favore della corretta postura di bambini e ragazzi a cui tutti i produttori italiani e comunque chi vuole vendere alla P.a. devono assolutamente attenersi».

Requisiti del bando, capacità produttiva, disponibilità e tempi di fornitura dei materiali necessari per produrre,  poi la consegna dei nuovi banchi direttamente ‘nelle aule’ a cura dei fornitori, in ogni angolo d’Italia  entro inizio settembre: un’avventura impossibile. «Nella migliore delle ipotesi la capacità produttiva attuale potrebbe arrivare a 120.000 pezzi consegnati entro fine settembre, a patto che siano disponibili pannelli, tubolari, insomma tutti i componenti. A tutto ciò si aggiunga che anche la consegna e la messa in loco degli arredi è in capo ai fornitori».

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mercoledì, 29 luglio 2020 - 09:02
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