Prof decapitato a Parigi per le vignette su Maometto, la Francia scende in piazza: 11 fermati, killer ucciso dalla polizia

samuel paty docente decapitato parigi
Il docente Samuel Paty, decapitato a Parigi

E’ una Francia indignata e sotto choc quella che si appresta a scendere in piazza per manifestare a seguito dell’uccisione di Samuel Paty, il professore di Storia-Geografia-Educazione civica decapitato venerdì a Conflans-Sainte-Honorine, davanti a una scuola della banlieue di Parigi, da un 18enne di origine cecena poi ucciso dalla polizia. Manifestazioni sono attese in tutto il Paese, ma quella più imponente è in programma a Parigi dove alle 15 sono attesi in Place de la Republique manifestanti che risponderanno all’appello di sindacati, partiti politici, associazioni e anche del settimanale Charlie Hebdo. Altre manifestazioni si terranno anche a Lione, Marsiglia, Tolosa, Strasburgo, Nantes, Lille e Bordeaux.

Intanto salgono a 11 le persone fermate nell’ambito delle indagini sulla decapitazione del docente, che aveva 47 anni, era sposato e aveva un figlio. L’ultimo finito in stato di fermo è una persona che era vicina al giovane killer Abdoullakh Abuyezidvich Anzorov. Diverse persone della famiglia del diciottenne di origine cecena – i suoi genitori, il nonno e il fratello di 17 anni – ma anche amici e conoscenti, sono tra i fermati, insieme con il padre di una studentessa della classe del prof e a un islamista molto attivo, Abdelhakim Sefrioui, che lo aveva accompagnato dalla preside per protestare contro la lezione sulla libertà d’espressione. Anche altri genitori avevano protestato. Il ministero dell’Interno ha confermato che uno dei genitori aveva persino presentato una denuncia la scorsa settimana, alla quale l’insegnante aveva reagito con una querela per diffamazione.

Il brutale omicidio è avvenuto venerdì 16 ottobre. Il docente, lo scorso 5 ottobre, aveva mostrato in classe caricature di Maometto pubblicate dal settimanale satirico “Charlie Hebdo” durante un corso sulla libertà di espressione e questo ha innescato il delitto. Abdoullakh Abuyezidvich Anzorov, di 18 anni, ha atteso il professore all’esterno della scuola e l’ha decapitato. Sabato 17 ottobre il killer – nato a Mosca ma di origini cecene – è stato stanato e ucciso della polizia mentre stava fuggendo in direzione della vicina città di Eragny: secondo quanto riferito dalla polizia, era armato di coltello e di pistola a pallini e gli agenti hanno aperto il fuoco contro di lui perché si è rifiutato di mettere giù le armi e ha agito in modo minaccioso.

Il giovane che ha decapitato l’insegnante, confermano fonti dell’inchiesta, era noto alla polizia per reati comuni ma non era mai stato arrestato e non era sospetto di radicalizzazione. Prima di scappare, il giovane aveva pubblicato su Twitter una fotografia della testa decapitata di Samuel P. «Ho giustiziato uno dei vostri cani infernali», si leggeva nel post, firmato al-Ansar su un profilo non autenticato, nel quale l’omicida si rivolge «a Macron, il capo degli infedeli» e loda «Allah il misericordioso». «Uno dei nostri concittadini è stato assassinato perché era un insegnante, perché insegnava agli studenti la libertà di parola, la libertà di credere e di non credere», aveva detto Macron.

domenica, 18 Ottobre 2020 - 11:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA