Auto esplosa in Tangenziale a Napoli, la famiglia del giovane tirocinante: «Fulvio è un martire dell’innovazione, non è giusto»

Fulvio Filace

Fulvio dovrà essere operato di nuovo. Ieri l’equipe guidata dal primario Romolo Villani lo ha sottoposto a un complesso intervento chirurgico per la rimozione del tessuto necrotizzato. Oggi, invece, il giovane laureando alla Federico II in Ingegneria Meccanica e tirocinante al Cnr, tornerà in sala operatoria per l’innesto di cute e la rimozione di eventuali punti necrotici.

All’ospedale Cardarelli di Napoli ce la stanno mettendo tutta per salvare la vita al 25enne di San Giorgio a Cremano, rimasto coinvolto nell’esplosione in Tangenziale a Napoli di un’auto sperimentale ad alimentazione ibrida (gasolio più energia da un pannello solare). Sono ore drammatiche per la famiglia del 25enne, che a Facebook ha affidato il suo composto atto d’accusa: Fulvio Filace sognava di diventare ingegnere alla Ferrari, invece adesso è intubato e in coma farmacologico. Lotta tra la vita e la morte. «È giusto che la tecnologia progredisca e vada avanti, non vogliamo però che un ragazzo pieno di sogni possa diventare un martire dell’innovazione. Fulvio è vittima di un test fallimentare che cambierà per sempre la sua vita e quella della nostra famiglia. E troppe domande oggi ci tormentano», hanno scritto ieri sera i familiari di Fulvio su Facebook.

Con il 25enne di San Giorgio a Cremano viaggiava la ricercatrice all’Istituto Motori del Cnr Maria Vittoria Prati: la 66enne, che era alla guida dell’auto sperimentale, è morta ieri sera a causa delle gravissime ustioni riportate. Quando la macchina è esplosa, è rimasta intrappolata nell’abitacolo finendo avvolta dalle fiamme. Fulvio, invece, è riuscito a tirarsi fuori, guadagnandosi una chance in più.

Su quanto accaduto venerdì 23 giugno, la procura di Napoli ha aperto un’inchiesta. Per ora non ci sono indagati, solo ipotesi di reato: si procede per incendio, omicidio e lesioni gravi colpose. Il pm Manuela Persico della sezione lavoro e colpe professionali (coordinata dall’aggiunto Simona Di Monte) dovrà chiarire cosa ha determinato l’esplosione, se la macchina presentava dei problemi. Il sospetto è che ad innescare l’esplosione siano state due bombole trasportate a bordo del veicolo, bombole dal contenuto al momento sconosciuto.

Quanto alla vettura, essa era il prototipo di un progetto del @CNR denominato “LIFE-SAVE – Make your car a solar hybrid” che ha l’obiettivo di convertire le auto tradizionali in modelli ibridi-solari,uno spin-off dell’Università di Salerno, progetto portato avanti da quattro partner italiani (eProInn, Mecaprom, LandiRenzo e Solbian). La procura ha disposto il sequestro di un profitto ‘gemello’ a quello esploso, per condurre accertamenti. Ieri è stato ascoltato dagli inquirenti l’ideatore del progetto, il docente Gianfranco Rizzo, manager dell’azienda eProInn interessata alla realizzazione di questo tipo di vetture.

martedì, 27 Giugno 2023 - 09:49
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