Un patteggiamento per bancarotta fraudolenta legata al crack della società che aveva acquistato lo storico quotidiano “La città di Salerno” dal Gruppo Espresso e una nuova indagine per corruzione che guarda nel mondo della sanità romana. Nel giro di pochi giorni sul capo di Giovanni Lombardi, noto imprenditore nel settore sanità della Campania (è fondatore del gruppo Nefrocenter) e con interessi nel campo dell’editoria e del calcio, si sono abbattute due grane giudiziarie. Nei giorni scorsi, come riportato dall’Ansa, Lombardi ha patteggiato la pena per la bancarotta della Edizioni Salernitane srl, ex editrice del quotidiano la Città di Salerno. Con lui hanno patteggiato la pena altre undici persone. La sentenza è stata emessa lo scorso 4 dicembre dal gip Annamaria Ferraiolo del Tribunale di Salerno: 11 persone sono state ritenute colpevoli di bancarotta fraudolenta e hanno patteggiamento la pena (sospesa) di 11 mesi di reclusione, poi convertita in una multa di 16mila e 500 euro.
La pesante multa ha interessato Giovanni Lombardi; l’imprenditore Vito Di Canto e la figlia Evina Di Canto, amministratrice della Quotidiani Locali srl; Liberata Paola Murano e Raffaello Giampaola, ritenuti amministratori di fiducia del gruppo Lombardi; il commercialista Leopoldo Ferrante; le amministratrici di Editori Regionali Campania srl Maria Toni ed Emma Rossi; gli amministratori di Edizioni Salernitane Rosario Emanuele Alfano, Raffaele D’Aprea e Alessandro Amato. Per il reato di bancarotta semplice in concorso, a Giuseppe Carriero, liquidatore di Edizione Salernitane, è stata applicata la pena (sospesa) di 4 mesi di reclusione. A tutti gli imputati è stato concesso il beneficio della non menzione della condanna nel casellario giudiziale. A D’Aprea, Amato e Ferrante anche quello della sospensione condizionale. «L’esclusione delle pene accessorie e della confisca facoltativa – si legge nel provvedimento – si giustifica tenuto conto del versamento alla Curatela Fallimentare di una somma idonea a coprire parte dello stato passivo». Anche per Carriero l’esclusione di pene accessorie e confisca facoltativa «si giustifica tenuto conto delle condotte risarcitorie». Secondo le indagini della Guardia di finanza, Lombardi e Di Canto erano editori «di fatto» della testata che nel 2016 fu comprata da Edizioni Salernitane srl. Quest’ultima fu dichiarata fallita nel marzo 2021, dopo la chiusura – letteralmente dal giorno alla notte – della redazione nel febbraio 2019 e il licenziamento di dieci giornalisti, che insieme alla Procura presentarono ricorso. L’inchiesta si è concentrata sui passaggi societari che precedettero il crack.
A pochi giorni di distanza dalla sentenza firmata dal gip Ferraiolo, Lombardi è finito al centro di una nuova vicenda giudiziaria. Questa volta l’inchiesta è stata avviata dalla procura della Repubblica di Roma e abbraccia il settore sanità: l’indagine verte sul dottore Roberto Palumbo, primario del reparto di Nefrologia all’ospedale Sant’Eugenio a Roma, che è stato arrestato dopo avere intascato tremila euro, ritenuto importo di una tangente. Secondo i pm, Palumbo – che dal 2009 è membro del comitato etico dell’Asl Roma-C, avrebbe intascato mazzette per indirizzare i pazienti in dialisi in alcun strutture private. Nella rete di persone con le quali avrebbe avuto rapporti opachi ci sarebbe anche Giovanni Lombardi, che è stato interessato da perquisizione e risulta indagato da corruzione.
mercoledì, 10 Dicembre 2025 - 12:33
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