Caro carburante, Tir in protesta anche in Campania: a Napoli supermercati vuoti come ai tempi del Covid


Scaffali praticamente vuoti. Pasta e scatolame quasi del tutto esauriti. Svuotati anche i reparti frigo e macelleria. La protesta degli autotrasportatori, esplosa al Sud, contro il caro carburante provoca un effetto domino sugli acquisti, come non si vedeva dai tempi del Covid. Ieri sera, domenica 18 ottobre, il punto vendita Sole 365 in via Bosco Catene a Portici (in provincia di Napoli) presentava moltissimi reparti senza più merce e alle casse era affisso un cartello che segnalava le difficoltà di approvvigionamento dovute alla protesta degli autotrasportatori. Una situazione analoga a diversi altri punti vendita anche di altri marchi.

La protesta è esplosa anche in Campania tra venerdì e sabato. I camionisti si sono radunati in presidio nei pressi del casello di Nola, sull’autostrada A30 Caserta-Salerno, e di quello di Caianello, sull’A1 Milano-Napoli. Presidi che hanno lasciano un varco per consentire il passaggio degli altri veicoli, ma che hanno provocato disagi alla circolazione, con ripercussioni anche sugli accessi autostradali. Altri mezzi si sono concentrati a Caserta Sud.

Il blocco ha determinato tantissimi disagi a quanti, dal pomeriggio di ieri, si sono messi in viaggio per rientrare dal weekend. Sul posto anche il deputato Francesco Emilio Borrelli che ha voluto portare la propria solidarietà ai camionisti: «Il governo non può continuare a far finta di non vedere una protesta che cresce di ora in ora e dal profondo Sud si sta diffondendo in tutta Italia. Le richieste degli autotrasportatori di misure contro il caro-carburante e il caro-vita sono più che legittime e riguardano tutti gli italiani, non solo le imprese di trasporto», ha detto Borrelli. Che ha poi puntato l’indice contro il governo Meloni: «La sottovalutazione di questa protesta testimonia quanto l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, finora impegnato ad approvare una legge elettorale di comodo, sia lontano dalle esigenze del Paese reale. Fissare un incontro con i manifestanti martedì prossimo a così tanti giorni di distanza dall’inizio della protesta è stato a dir poco inopportuno. Mi auguro che da questo tavolo tra chi manifesta e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini emergano soluzioni rapide ed efficaci per le loro istanze che, ripeto, riguardano tutti noi».

La mobilitazione, avviata nella notte tra giovedì e venerdì, si inserisce in una protesta più ampia che sta coinvolgendo il Mezzogiorno, dalla Campania alla Calabria, dalla Puglia alla Sicilia, con presidi lungo le principali arterie stradali e nei nodi logistici. In Calabria, in particolare, sono stati individuati una quindicina di punti di protesta, dall’area dell’aeroporto di Lamezia Terme al porto di Gioia Tauro, fino agli svincoli dell’A2 nel Cosentino. La mobilitazione è stata proclamata da Fedralog e proseguirà fino al 20 ottobre.

I disagi rischiano ora di trasformarsi in un effetto domino sulle forniture. Anche le stazioni di servizio autostradali registrano l’esaurimento delle scorte di gasolio a causa delle difficoltà di approvvigionamento tramite autobotti. Intanto, in Campania, le ripercussioni cominciano a farsi sentire anche nei supermercati: le consegne rallentano e i primi banchi di frutta e verdura restano vuoti, mentre gli operatori temono che, se la protesta dovesse proseguire, le carenze possano estendersi ad altri prodotti. Per monitorare la continuità delle forniture essenziali e valutare le ripercussioni sulla popolazione, sono stati attivati tavoli territoriali di coordinamento da parte della Protezione civile e delle prefetture.

Il malcontento degli autotrasportatori si è intrecciato, venerdì, anche con altre vertenze industriali. In Basilicata e in Puglia la protesta contro il caro carburante si è incrociata con la mobilitazione dei metalmeccanici dell’ex Ilva davanti alla raffineria Eni di Taranto, dove i blocchi hanno contribuito ad alimentare le preoccupazioni per la continuità dei rifornimenti. In Basilicata, a Potenza e nei comuni limitrofi, diversi distributori hanno esposto cartelli con la scritta «tutto esaurito», mentre i disagi legati alla logistica hanno fatto crescere l’allarme sulle forniture.

Di fronte a questo scenario, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini è al lavoro per anticipare la convocazione del tavolo con le associazioni dell’autotrasporto, inizialmente fissata per il 27 ottobre al Mit. L’ipotesi è quella di anticipare l’incontro a martedì 20 ottobre, a Milano, per accelerare il confronto sulle misure da adottare contro il caro carburante. Venerdì scorso Salvini ha chiesto almeno 80 milioni di euro nell’immediato per affrontare il caro carburante nel settore dell’autotrasporto. La richiesta al ministero dell’Economia è stata annunciata dal ministro durante una conferenza stampa della Lega sui luoghi di culto, a Palazzo Pirelli, a Milano. «Abbiamo convocato un tavolo al Mit e sono sicuro che, se il ministero dell’Economia stanzierà le risorse che abbiamo chiesto nell’immediato, pari almeno a 80 milioni di euro, ci sarà almeno nell’immediato una maggior serenità», ha affermato Salvini, precisando che i rappresentanti del settore sono stati convocati per discutere le misure necessarie.

Per gli interventi successivi, ha aggiunto, «con due guerre in corso vedremo in legge di bilancio cosa fare, come intervenire». Da Napoli, dove è intervenuto venerdì, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha assicurato che, «se saranno necessarie altre misure, le realizzeremo dopo la riunione che ha promosso il ministro Salvini». Più ruvido il  ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: «Manifestare è lecito e degno di rispetto, bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato». Resta ferma Assotir: «La latitanza delle istituzioni e del governo alimenta la protesta di chi non ce la fa più». Gli autotrasportatori chiedono risposte in tempi rapidi. «Siamo pronti ad andare a Roma con i nostri Tir se entro il 20 ottobre non avremo avuto risposte concrete alle nostre richieste», ha avvertito Mario Pansini, coordinatore regionale di Fedralog.

lunedì, 19 Ottobre 2026 - 11:35
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