In Campania gli autotrasportatori non mollano. E neppure in Calabria, Puglia e Molise. In Sicilia, invece, la protesta allenta la morsa. L’atteso incontro tra le sigle autonome degli autotrasportatori e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, tenutosi oggi pomeriggio a Milano, non produce sostanziali effetti e lascia in apnea l’intero Sud, dove si registrano supermercati svuotati e carburante terminato in quasi ogni zona.
Per detonare la mobilitazione e limitarne le ripercussioni sui cittadini, il Governo Meloni ha disposto lo sblocco dei 480 milioni sulle indennità per il caro gasolio fino ad agosto: 430 milioni sono disponibili subito, altri 60 milioni vanno stanziati per settembre e ottobre. «Da oggi iniziamo a erogare i contributi sui 430, che ora sono diventati 480 milioni circa, per azzerare le domande di credito d’imposta presentate fino al 30 agosto dalle imprese di autotrasporto – ha annunciato Rixi– Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, che però il credito d’imposta sarà ovviamente nel ’27». «Questo significa garantire a tutte le imprese che hanno fatto la domanda per il credito d’imposta sui consumi di gasolio dal mese di maggio al mese di agosto di avere per intero il 70% del recupero dell’extracosto del prezzo del gasolio», ha commentato il presidente di Conftrasporto Pasquale Russo intervenendo su Rai Radio1.
In Sicilia autotrasportatori fanno un passo indietro
Come segno di apertura verso il Governo, il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha deciso di revocare il fermo ma restano in stato di agitazione fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti. Per il Cts i punti chiave dell’accordo che il ministero si è impegnato a rendere operativi sono: sblocco immediato dei pagamenti arretrati: erogazione dei fondi per il Sea Modal Shift (SMS) relativi alle annualità 2023/2024 e 2025/2026, per un valore di circa 104 milioni di euro; incremento dei fondi: stanziamento di ulteriori 50 milioni di euro per la terza annualità (2026/2027); credito d’imposta sul gasolio: sblocco immediato di 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate, che dovranno essere resi subito spendibili nel cassetto fiscale; rappresentanza istituzionale: inclusione stabile del Cts in tutti i tavoli istituzionali dedicati alla mobilità e ai trasporti, compresa la nuova Consulta, per garantire la tutela delle aziende del Meridione d’Italia. Delle istanze presentate solo due non possono trovare accoglimento immediato dice il Cts. «Il ministro ha comunque garantito che, con l’avvio del Tavolo permanente del Meridione d’Italia, verranno individuate le coperture necessarie per estendere di ulteriori quattro mesi il credito d’imposta sul gasolio e per introdurre contributi volti a calmierare i costi dei biglietti del traghetto per l’attraversamento dello Stretto di Messina” afferma il Comitato. “Vogliamo tornare a lavorare e non penalizzare ulteriormente il territorio – dice il coordinatore del Cts Salvatore Bella – ma la revoca del fermo non è una cambiale in bianco. Monitoreremo con estrema attenzione il rispetto delle tempistiche e l’istituzione del tavolo per il Sud»
«Abbiamo chiesto di allentare la tensione perché il governo deve lavorare, ma deve avere una certa tranquillità – ha detto il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi -. Dopodiché ognuno si prende la responsabilità di quello che fa. Quello che chiede il governo in questo momento è di darci il tempo di poter fare i provvedimenti».
Il resto del Sud non molla: gli scaffali dei supermercati e i distributori di benzina restano vuoti
Dalla Campania, però, è arrivata una risposta di segno contrario. Lo stesso vale per Puglia, Calabria e Molise. I rappresentanti Fedralog di Calabria, Basilicata, Puglia e Molise, riporta una nota del Coordinamento, non hanno ritenuto soddisfacente l’apertura del Governo: «Prendiamo atto con rammarico della totale mancanza di risposte concrete: al tavolo non si è raggiunto concretamente nessun obiettivo tra quelli programmati, né sono giunte garanzie o impegni vincolanti da parte del governo», si legge in una nota. «Alla luce del mancato riscontro sulle priorità individuate – prosegue il comunicato – si conferma con fermezza la linea della mobilitazione. Lo sciopero e il fermo proseguono regolarmente e senza alcuna variazione, secondo le modalità e i tempi già definiti».
Ma cosa chiedono gli autotrasportatori? Vincenzo Parisi, amministratore delegato di un’azienda di trasporti e rappresentante della delegazione campana, ha chiesto – nel corso del tavolo con Salvini – un “lockdown finanziario” per congelare gli investimenti delle imprese di autotrasporto e recuperare la liquidità necessaria a sostenere il rincaro del carburante. «Abbiamo posto una questione sulla quale bisognerebbe ragionare: creare un decreto, un lockdown finanziario, per congelare gli investimenti fatti che ci tolgono liquidità per far fronte al problema del rincaro del gasolio e agli altri costi del trasporto», ha spiegato Parisi. Al tavolo è stata sollevata anche la questione dei pedaggi autostradali. «C’è stato un ulteriore aumento», ha denunciato Parisi, che contesta anche le condizioni della rete: «Paghiamo autostrade che, secondo me, sono fatiscenti sia per gli autotrasportatori sia per gli automobilisti».
I blocchi, dunque, proseguono. Si andrà avanti fino al 27 ottobre, giorno del nuovo incontro con Salvini. «La Sicilia sblocca e la Calabria, il Molise e la Campania restano bloccate? Ma dove vai? Arrivano i traghetti e si parcheggiano. Che soluzione è? Insieme alla Puglia, al Molise, alla Basilicata e alla Calabria ci rapporteremo con gli autotrasportatori che fanno parte di questi presidi e riferiremo loro tutto quello che è emerso dall’incontro. Poi ognuno farà le proprie valutazioni», ha detto Vincenzo Parisii. «Al momento – ha spiegato Parisi – posso dire che, al 90%, in queste regioni si andrà avanti con i blocchi. A mio avviso, si andrà avanti almeno per dieci giorni, fino all’incontro del 27». «Noi – ha concluso Parisi – abbiamo posto le questioni. Se i ministri e il governo vogliono anticipare, noi possiamo venire anche domani mattina, purché ci sia qualcosa di concreto».
martedì, 20 Ottobre 2026 - 21:27
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