Altri dieci giorni di protesta. Dura, senza arretramenti. Altri dieci giorni di camion fermi, merci bloccate, con conseguenze che potrebbero protrarsi anche quando la mobilitazione sarà finita. Gli autotrasportatori di Campania, Puglia, Calabria e Molise confermano la linea dura e rinviano ogni decisione all’incontro del 27 ottobre con il Governo, giudicando di fatto insufficiente l’apertura annunciata ieri dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.
Il caro carburanti è diventato una questione non più rinviabile, così come il caro vita. E gli autotrasportatori hanno deciso di tenere il punto, mentre gli effetti del blocco si fanno sempre più pesanti e cominciano a investire cittadini, imprese e intere filiere produttive. Le conseguenze sono già sotto gli occhi di tutti. Ci sono servizi che non è più possibile garantire. Ai distributori il carburante scarseggia: in moltissime zone della provincia di Napoli e nel capoluogo la benzina è esaurita. Ieri il diesel era ancora disponibile: in tanti si sono messi in coda, aspettando anche un’ora pur di fare il pieno e riuscire così a raggiungere il posto di lavoro.
La situazione non è meno critica nei supermercati, dove molti reparti sono ormai vuoti. Pasta, latte, yogurt e frutta sono finiti; sugli scaffali restano soprattutto biscotti e bibite. Il problema è che la merce non arriva e, con i blocchi destinati a proseguire, le difficoltà rischiano di aggravarsi ulteriormente.
Garofalo e Rummo hanno bloccato la produzione, Molisana in difficoltà
Alcuni noti pastifici hanno già dovuto fermare la produzione per la mancanza di semola. È il caso di Pasta Garofalo che, non disponendo di molini propri e dipendendo quindi da fornitori esterni per l’approvvigionamento della materia prima, ha interrotto l’attività e rimandato a casa i dipendenti. Stessa decisione per il pastificio Rummo di Benevento. La Molisana, invece, ha ridotto drasticamente i ritmi di lavoro, ma resta per il momento operativa grazie alle scorte di materia prima disponibili in magazzino. Difficoltà anche per il Mulino Caputo, costretto a lavorare a ritmo ridotto, e per il settore dell’edilizia, dove le forniture di ferro, cemento e altri materiali arrivano con difficoltà.
Le ripercussioni cominciano a farsi sentire anche nelle grandi aziende. Nello stabilimento Stellantis di Atessa, in provincia di Chieti, si sono già registrati diversi fermi produttivi a causa della mancata consegna di materiali, legata ai blocchi e agli scioperi degli autotrasportatori. Dopo lo stop di lunedì, ieri, martedì 20 ottobre, la direzione aziendale ha disposto la sospensione del secondo e del terzo turno, con l’eccezione dei reparti Ckd e Finitura (Conversion Center). Per oggi, mercoledì 21 ottobre, lo stop interesserà invece il primo turno e quello centrale.
A Napoli il prefetto predispone piano per farmaci
Ma non finisce qui. Le difficoltà di approvvigionamento riguardano anche i medicinali, con possibili conseguenze per i malati cronici, dai pazienti oncologici ai diabetici, che necessitano di terapie e forniture regolari. Proprio per scongiurare ulteriori criticità, la Prefettura di Napoli ha predisposto un piano «per assicurare la continuità delle forniture di beni di prima necessità, a partire dai farmaci destinati sia alle farmacie e agli altri punti di distribuzione sul territorio sia ai presidi ospedalieri. Particolare attenzione è riservata anche al trasporto dei carburanti e alla filiera dei prodotti deperibili, al fine di prevenire possibili ripercussioni sulle attività produttive e sui servizi essenziali». «Pur nella consapevolezza delle preoccupazioni rappresentate dagli autotrasportatori, è stata ribadita la necessità di garantire l’approvvigionamento dei beni essenziali e di scongiurare il rischio di una paralisi della circolazione lungo le principali direttrici viarie del Napoletano. La situazione è costantemente monitorata anche sotto il profilo dell’ordine pubblico, con particolare attenzione ai luoghi in cui sono in corso i presidi dei manifestanti», si legge in una nota. È stato inoltre attivato un servizio di reperibilità operativo 24 ore su 24 per raccogliere le segnalazioni e le richieste delle aziende interessate, «consentendo una tempestiva valutazione delle criticità e un efficace raccordo operativo per assicurare la continuità delle forniture essenziali, anche in presenza di eventuali interruzioni della circolazione». «Analoghe iniziative risultano essere state avviate anche dalle altre prefetture della Campania, nell’ambito di un’azione coordinata volta a contenere i disagi e a tutelare la regolarità degli approvvigionamenti sull’intero territorio regionale», si sottolinea.
In Campania Eav annuncia tagli e sospensioni dei bus dal 21 ottobre: a rischio anche alcuni treni
A Napoli ricadute immediate anche sui trasporti. Nella tarda serata di ieri, martedì 20 ottobre, l’Eav (l’azienda che si occupa del trasporto pubblico regionale in Campania) ha fatto sapere che, a causa della mancata consegna dei rifornimenti da parte dei distributori di carburante, da oggi, 21 ottobre, «potrebbero scattare riduzioni e sospensioni di alcune linee automobilistiche» e che «dal 24 ottobre, in assenza del ripristino delle forniture regolari, potrebbero essere interessati anche alcuni servizi ferroviari».
Sulla base dell’attuale piano di consegna del carburante, l’azienda ha predisposto un calendario di riduzioni e sospensioni che si estenderà progressivamente nei prossimi giorni. Da oggi, 21 ottobre, sono previste riduzioni del servizio sulle linee 102, 106, 922 e 924. Saranno invece sospese le linee 009 Vico Spiaggia-Patierno-San Salvatore-Vico Equense, 310, 315, 704, 813, 816, 850, 906, 908, 909, 915, 919, 931, 949, 951, 954, 955 e 971.
Dal 22 ottobre le sospensioni si estenderanno alle linee 007 Piano di Sorrento-Sant’Agata, 008 Meta-Alberi e Meta-Massa Lubrense, 009 Circolare Vico e Vico-Montechiaro Le Pietre, oltre alla linea 920. Stop anche ai servizi automobilistici di supporto alle tratte ferroviarie Licola-Torregaveta, Napoli-Poggiomarino, Napoli-Sarno e Napoli-Sorrento. Saranno inoltre sospesi tutti i servizi sostitutivi ferroviari effettuati dalla società D’Agostino Tour S.r.l.
Dal 23 ottobre si aggiungeranno le linee 101, 135, 144, 145, 910, 911, 918 e 982.
Dal 24 ottobre, oltre alle sospensioni già previste, si fermeranno i servizi automobilistici sull’isola di Procida. Nella stessa data è prevista anche la sospensione del servizio ferroviario sulla linea Napoli-Piedimonte.
Dal 25 ottobre lo stop riguarderà anche le linee 10, 11, 12, 13, 21, 256, 860, 903, 927, 932, 935, 937 e 941, oltre ai servizi automobilistici di supporto alla linea ferroviaria dell’area Nolana.
Dal 26 ottobre saranno sospese le linee 1, 5, 302, 304, 306, 751, 803 e 808. Infine, dal 27 ottobre è prevista la sospensione dei servizi automobilistici sull’isola di Ischia.
L’Eav fa sapere di monitorare costantemente l’evoluzione della situazione, con l’obiettivo di limitare i disagi per i viaggiatori. Eventuali aggiornamenti, modifiche al programma delle corse o ripristini della regolare circolazione saranno comunicati attraverso il sito istituzionale dell’azienda.
A Pozzuoli si ferma la raccolta rifiuti
Problemi anche sul fronte della raccolta rifiuti. Nel Comune di Pozzuoli i siti di raccolta rifiuti sono prossimi alla saturazione: il Centro di Raccolta di Toiano verrà chiuso e entro oggi, 21 ottobre, se la situazione non vedrà cambiamenti, saranno chiuse anche le altre due isole ecologiche del territorio. «Questa situazione – si legge in una nota stampa del Cmune – scaturisce dal fatto che per le ditte incaricate è di fatto impossibile procedere al conferimento finale presso gli impianti di smaltimento, con la conseguenza che i rifiuti restano bloccati sul territorio. Una criticità strutturale che si sta espandendo a macchia d’olio in moltissimi comuni della Campania e che mette a rischio la normale erogazione del servizio, con la raccolta quotidiana che potrebbe essere interrotta a breve se non ci saranno cambiamenti».
«Siamo di fronte a una crisi sistemica che sta mettendo a dura prova i cittadini di tutto il Sud Italia. Pozzuoli vive già da tempo le straordinarie e note difficoltà legate al fenomeno del bradisismo e oggi si ritrova a dover fronteggiare anche le pesanti conseguenze dello sciopero degli autotrasportatori. A causa dell’impossibilità di conferire i materiali presso gli impianti finali, siamo costretti a decretare la chiusura temporanea delle isole ecologiche e lo stop al servizio di ritiro dei rifiuti ingombranti. È una misura inevitabile, i centri di raccolta si stanno via via riempiendo in tutta la regione e trovare sedi o soluzioni alternative risulta al momento estremamente complicato», hanno commentato il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni e l’assessore all’Ambiente Salvatore Caiazzo. Di qui l’appello urgente alle istituzioni sovracomunali: «Questa è una crisi che anche i Comuni stanno subendo passivamente, non avendo competenze dirette o margini di manovra immediati sulla vertenza trasporti. Ci auguriamo vivamente che l’incontro previsto tra i rappresentanti dei trasportatori e il Governo porti a soluzioni rapide e concrete; in caso contrario, le ripercussioni economiche e sociali per l’intera comunità saranno gravissime. Come Amministrazione abbiamo già allertato tutte le istituzioni sovracomunali e siamo pronti a qualsiasi tipo di interlocuzione e supporto per mitigare un’emergenza che rischia di paralizzare il territorio», hanno concluso.
mercoledì, 21 Ottobre 2026 - 01:48
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