Repubblica, finisce l’era Mario Calabresi
Il direttore si congeda con un tweet: «E’ stata una decisione degli editori»

Mario Calabresi lascia la direzione di 'La Repubblica'

Terremoto a ‘Repubblica’. Mario Calabresi lascia a sorpresa la direzione del quotidiano e lo comunica egli stesso con un tweet, un modo insolito per il direttore di una testata importante per congedarsi. Segno, questo, che l’addio è tutt’altro che consensuale. Del resto è lo stesso Calabresi, nel suo sintetico post, a spiegare di aver ricevuto il benservito dagli editori. «Dopo tre anni finisce la mia direzione di Repubblica. Lo hanno deciso gli editori. Ho l’orgoglio di lasciare un giornale che ha ritrovato un’identità e ha un’idea chiara del mondo. I lettori lo hanno capito, la discesa delle copie si è dimezzata: era al 14 ora è sotto il 7», ha scritto Calabresi.

Lo scontro con i grillini, che esultano alla notizia
La notizia del licenziamento di Calabresi ha immediatamente scatenato i grillini, entrati in rotta di collisione con Repubblica al punto tale che il vicepremier Luigi Di Maio ne ha più volte augurato la chiusura. «Ciao Calabresi, trova un altro giornale da portare al fallimento!», ha scritto twitter il deputato del M5S, Paolo Romano, commentando l’addio del giornalista alla direzione di Repubblica. Non è escluso che proprio la guerra scoppiata tra ‘Repubblica’ e i Cinque Stelle possa aver spinto gli editori a rimuovere Calabresi. E’ ancora una volta l’ormai ex direttore a lasciar intendere che la sua ‘linea’ non fosse più gradita: «Per amore di verità, l’opzione Google non è mai esistita. Fino a questa mattina ho lavorato a riorganizzare La Repubblica. I fatti sono altri, dopo 1000 giorni gli editori volevano un cambio di fase. Funziona così», ha scritto Calabresi, replicando a un tweet di Paolo Madron direttore di Lettera43.it e Letteradonna.it, che scrive: «Calabresi stava per chiudere con Google. Sarebbe stato capo di News in Europa. Voleva andare via lui e non farsi mandare via. Poi qualcuno si e’ messo di mezzo e ha fatto saltare la trattativa».

Verdelli sarà il nuovo direttore
Il nuovo direttore sarà Carlo Verdell. Manca ancora l’ufficialità, visto che la nomina spetta al cda della società editoriale Gedi che si riunirà a breve. Verdelli, milanese, classe 1957, inizia la carriera giornalistica come collaboratore alle pagine milanesi di Repubblica, mentre successivamente ricopre vari incarichi nelle testate Mondadori. Nel 1994 diventa direttore di ‘Sette’, il settimanale del Corriere della Sera, per poi passare alla vicedirezione del quotidiano, dove rimane sette anni, prima con direttore Paolo Mieli, poi con Ferruccio de Bortoli. Lascia la Rcs nel 2004 per rilanciare il settimanale Vanity Fair della Condé Nast, che dirige per due anni. Dal 24 gennaio 2006 è direttore della Gazzetta dello Sport, dove resta per 4 anni. Dal gennaio 2013 al novembre 2015 collabora con “Repubblica” diretta da Ezio Mauro. Il 26 novembre 2015 il Consiglio di Amministrazione della Rai lo nomina Direttore editoriale per l’Offerta Informativa, incarico da cui si dimette nel gennaio 2017 dopo la ‘bocciatura’ (senza voto) del suo “Piano di riforma per l’informazione” da parte del Cda di viale Mazzini.

 

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martedì, 5 febbraio 2019 - 13:52
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