Napoli, 7 arresti per immigrazione clandestina: ci sono anche 2 poliziotti, circa 136 le pratiche rilasciate

Procura di Napoli (foto Kontrolab)

Sette persone, tra cui un poliziotto ancora in servizio nell’ufficio immigrazione della Questura di Napoli e un altro in pensione, sono state arrestate in una operazione, ancora in corso, coordinata dalla Procura di Napoli. Sgominata un’associazione per delinquere finalizzata a favorire l’immigrazione clandestina. Ad alcuni indagati si contesta il reato di corruzione. Dell’organizzazione facevano parte poliziotti ed extracomunitari. L’indagine nasce da una segnalazione per finanziamento al terrorismo. In corso numerose perquisizioni.

«Ne abbiamo fatto entrare a migliaia». Questa una delle intercettazioni carpite nell’ambito dell’operazione. Durante le perquisizioni è stata anche trovata una agendina nella quale era stato annotato un tariffario, con le cifre che i poliziotti percepivano da alcuni immigrati facenti parte dell’organizzazione che, suddivisi per nazionalità (tunisina, algerina, etc. etc.), raccoglievano le richieste e poi corrompevano gli agenti per ottenere autorizzazioni. L’intermediario era l’ex poliziotto in pensione che si metteva di volta in volta in contatto con alcuni colleghi in servizio.

Le pratiche concesse
Sono 136 le pratiche di rilascio-rinnovo del permesso di soggiorno indebitamente concesso. Individuate grazie al codice completo alfanumerico elaborato dal portale internet dell’Ufficio Immigrazione. Le indagini hanno permesso di accertare che l’associazione gestiva e controllava l’intera filiera burocratica preordinata alla concessione dei relativi provvedimenti amministrativi, dal reperimento dei clienti-richiedenti, alla predisposizione delle istanze, ai contatti con l’Ufficio Immigrazione della Questura, fino alla consegna dei documenti ai soggetti richiedenti, cui seguiva la riscossione dei compensi dovuti e la successiva ripartizione dei guadagni illeciti da parte dei diversi membri del sodalizio.

Importi da 50 a 3milla euro a seconda della prestazione
Spunta anche un “tariffario” con gli importi da versare a seconda del tipo di prestazione richiesta, elaborato dall’organizzazione. Gli importi di denaro erano compresi tra i 50 euro richiesti per una semplice informazione sullo stato della pratica e i 3mila euro circa necessari per ‘aggiustare’ il conseguimento dei permessi di soggiorno. Le indagini eseguite hanno permesso inoltre di far luce sul meccanismo utilizzato dal sodalizio per individuare la singola pratica e verificarne lo stato d’avanzamento e che era basato sullo scambio, via telefono, di appositi codici alfanumerici convenzionalmente assegnati a ciascun fascicolo dal software applicativo in uso all’Ufficio Immigrazione. Proprio attraverso la decifrazione di tali codici, ottenuta anche grazie alla collaborazione fornita dalla Questura di Napoli, è stato possibile pervenire all’esatta identificazione di diversi soggetti beneficiari dei permessi di soggiorno nonché alla ricostruzione dei ruoli svolti dai principali protagonisti dell’attività illecita. (seguono aggiornamenti)

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giovedì, 23 maggio 2019 - 09:08
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