L’American Laundry torna al lavoro ma è crisi all’Asl Napoli 1: il Cardarelli sospende attività per mancanza di biancheria

Ospedale Cardarelli
L'ospedale Antonio Cardarelli di Napoli (foto Kontrolab)

I lavoratori dell’American Laundry, la società di Melito (Napoli) che gestisce la lavanderia degli ospedali dell’Asl Napoli 1 e che avevano bloccato le forniture a causa di una vertenza sindacale, hanno interrotto lo sciopero e stamattina hanno ripreso a lavorare nelle lavanderie che forniscono lenzuola e camici ai nosocomi. Uno scioperò però, che sta provocando difficoltà e disagi agli ospedali dell’Asl Napoli 1.

A sbloccare lo sciopero è stata la convocazione giunta dalla Regione Campania per un nuovo tavolo con l’assessorato al lavoro a cui parteciperanno i commissari, i sindacati, i delegati della Hospital Service e la Soresa. Il tavolo è stato convocato per il 29 maggio. Al centro della vertenza il passaggio dell’appalto dall’American Laundry, colpita da interdittiva antimafia e per questo gestita dai commissari, alla Hospital Service: un passaggio che preoccupa da mesi i lavoratori che sanno che non c’è il subentro automatico per legge nella nuova ditta e quindi vogliono chiarezza sul proprio futuro.

La crisi è stata generata dalla completa paralisi delle forniture della American Laundry, azienda di Melito commissariata dallo scorso novembre per l’interdettiva antimafia scattata un anno fa e oggi occupata dai lavoratori in presidio permanente per una dura vertenza che mira al riassorbimento di almeno una parte dei 239 lavoratori impiegati nel sito produttivo in provincia di Napoli da parte della nuova azienda subentrante, la Hospital service di Chieti, arrivata seconda nella originaria gara attribuita alla Laundry.

Una strada in salita, in quanto come emerso dal vertice al ministero dell’Economia che si è tenuto a Roma venerdì scorso, la clausola di salvaguardia prevista dalle norme potrebbe in questo caso non essere applicata perché la convenzione è stata siglata un anno prima dell’entrata in vigore dalla legge. La situazione era stata tamponata con forniture provvisorie da aziende private con sedi lontane della Campania, tra cui Catanzaro, ma insufficienti a garantire il totale fabbisogno. Difficoltà che si sono riverberate sulle attività ospedaliere e che avrebbero potuto portare ad una situazione esplosiva.

Difficoltà negli ospedali
L’ospedale Cardarelli di Napoli ha deciso stamattina «la sospensione di ogni forma di attività programmata, ovvero programmabile, onde ridurre i volumi di utilizzo» della biancheria pulita. La sospensione dell’attività di oggi riguarda «tutti gli interventi e ricoveri che sono differibili di qualche giorno». Lo afferma all’Ansa Franco Paradiso, direttore sanitario del Cardarelli. Il provvedimento si è reso necessario per una regolamentazione del flusso dei ricoveri in prenotazione visto il forte deficit della biancheria. «Ieri sera – spiega Paradiso – siamo arrivati a fine giornata con un grosso problema sulle lenzuola sia per i reparti che per le camere operatorie. Per questo abbiamo deciso oggi di garantire gli interventi urgenti e non differibili. Stiamo facendo anche qualche intervento programmato meno urgente ma c’è bisogno di regolamentare i ricoveri per essere sicuri di poter affrontare la situazione. Ovviamente i pazienti già ricoverati vengono curati con la normale regolarità. So che lo sciopero è finito e quindi speriamo che in giornata si risolva l’emergenza, in modo da riprendere domani tutta l’attività». In questo momento il Cup (centro unico prenotazioni) sta contattando i pazienti i cui ricoveri erano previsti per oggi ma non sono urgenti per far slittare il loro arrivo all’ospedale. Difficoltà per il mancato ricambio della biancheria sono stati segnalati in questi giorni anche all’ospedale San Paolo, all’Ospedale del Mare, al San Giovanni Bosco e al Pellegrini.

L’Asl: «Chiesto un tavolo con i lavoratori al Prefetto»
«Abbiamo autorizzato l’American Laundry a far svolgere il servizio di lavanderia delle lenzuola e dei camici degli ospedali a un’altra ditta, ma contemporaneamente abbiamo chiesto alla Prefettura di Napoli di convocare al più presto un tavolo con i lavoratori che sono in sciopero per raffreddare la vertenza». Queste le mosse dell’Asl Napoli 1 spiegate dal Commissario Straordinario Ciro Verdoliva. «Abbiamo chiesto – spiega Verdoliva – al Prefetto di seguire con la massima attenzione l’evolversi della protesta per evitare disservizi che creerebbero difficoltà enormi».

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mercoledì, 22 maggio 2019 - 13:05
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