Emergenza rifiuti in Campania nel Duemila, la Corte d’Appello boccia la procura: assolti Bassolino e altri 26 imputati

di Manuela Galletta

Tutti assolti. Così come avevano stabilito il 4 novembre del 2013 i giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Napoli (presidente Adele Scaramella, a latere Giuseppe Sassone e Antonia Napolitano Tafuri). Nel primo pomeriggio di oggi, i giudici della quarta sezione della Corte d’Appello di Napoli hanno confermato l’assenza di responsabilità delle 27 persone imputate per presunte irregolarità nella gestione della prima emergenza dei rifiuti in Campania: nello specifico i giudici hanno dichiarato l’inammissibilità del ricorso presentato dal pm in relazione alla maggior parte degli imputati (inammissibilità proposta anche dal sostituto procuratore generale Simona Di Monte), ed hanno invece dichiarato l’assoluzione dall’accusa di truffa rispetto ai vertici delle società impegnate nella realizzazione degli imputati. Rispetto a questo ultimo gruppo di imputati il sostituto pg aveva invece chiesto la prescrizione del reato.

L’assoluzione ha interessato, tra gli altri, Antonio Bassolino, nella carica di commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, dei suoi vice dell’epoca, Giulio Facchi e Raffaele Vanoli, degli ex vertici dell’Impregilo, a partire da Pier Giorgio Romiti, Armando Cattaneo, dirigente Fibe e Paolo Romiti (solo omonimo di Pier Giorgio), dirigente Fisia Italimpianti. I 27 imputati sono stati difesi, tra gli altri, dagli avvocati Giuseppe Fusco, Ilaria Criscuolo, Alfonso Maria Stile, Luigi Tuccillo e Luigi Cavalli.

Il verdetto boccia il ricorso che la procura della Repubblica di Napoli aveva presentato all’indomani della sentenza del novembre del 2013: i pm avevano impugnato il verdetto pur consapevoli del fatto che, in caso di affermazione di responsabilità, nessuno degli imputati sarebbe stato condannato perché i reati erano ormai coperti da prescrizione. Tuttavia la procura puntava ad un riconoscimento del proprio impianto accusatorio, cosa che non è avvenuta. Con la sentenza della Corte d’Appello si conclude il secondo atto processuale di una storia che si trascina da dieci anni. Il rinvio a giudizio fu disposto nel novembre del 2007. (Sul quotidiano digitale di domani, giovedì 23 maggio, sarà disponibile un ampio approfondimento sull’inchiesta e sull’iter processuale che ieri si è concluso dinanzi alla Corte d’Appello. I contenuti del quotidiano digitale sono a pagamento, per le modalità di acquisto del giornale basta cliccare sul link: leggi il quotidiano digitale)

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mercoledì, 22 maggio 2019 - 16:32
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