Csm a pezzi, si autosospendono altri 2 consiglieri: i nomi di Morlini (Unicost) e Criscuoli (Mi) nell’inchiesta


Il Consiglio superiore della magistratura è a pezzi. Dopo Antonio Lepre e Corrado Cartoni, oggi pomeriggio altri due consiglieri togati del Csm hanno deciso di autosospendersi. Gianluigi Morlini (Unicost e di Paolo Criscuoli (Magistratura indipendente) hanno fatto un passo indietro in ragione del fatto che i loro nomi (finora non menzionati dalla stampa) sono contenuti negli atti che la procura della Repubblica di Perugia ha trasmesso l’altro giorno al Csm.

Morlini è uno dei magistrati che ha partecipato ad una cena alla quale era presente il parlamentare del Pd Luca Lotti, la famosa cena nel corso della quale – secondo i pm di Perugia – si sarebbe affrontato il caso della nomina del successore di Pignatone a Roma. «Casualmente ed in modo da me non programmato, ho raggiunto alcuni magistrati ad un dopo cena in cui, ad un certo punto e senza che io lo sapessi o lo potessi prevedere, è intervenuto l’onorevole Lotti – ha spigato Morlini nella lettera di autosospensione inviata al vicepresidente del Csm – Mi sono quindi poco dopo congedato, ben prima che la serata terminasse, certo di non avere detto o fatto nulla in contrasto con i miei doveri di Consigliere». Morlini ribadisce quindi «la correttezza del mio comportamento», sottolineando come la sua decisione sia intervenuta indipendentemente dalle notizie di stampa che non hanno fatto il suo nome, e tuttavia ritiene di autosospendersi al fine «di evitare che il Csm sia danneggiato da questa situazione e per senso di responsabilità verso le Istituzioni».

Più polemici i toni delle motivazioni dell’autosospensione presentata da Paolo Criscuoli, che parla di «pericoloso clima di caccia alle streghe» e di una «campagna di stampa che confonde e sovrappone indebitamente i piani di una indagine penale relativa a fatti rispetto ai quali sono del tutto estraneo, come già emerso, con l’attuale attività svolta presso il Consiglio Superiore della Magistratura». In attesa di «chiarire la piena correttezza del mio operato, sempre improntato all’assoluto rispetto dei doveri di disciplina ed onore richiesti dalla Costituzione», Criscuoli ha deciso di fare un passo indietro.

Nei giorni scorsi il consigliere togato Luigi Spina, indagato dalla procura di Perugia per rivelazione di segreto di ufficio e favoreggiamento, si è dimesso.

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martedì, 4 giugno 2019 - 17:51
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