Forza Italia prova a fermare Giovanni Toti «Espulsi dal partito quanti aderiranno al movimento del governatore ligure»

Giovanni Toti
Il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti

Mentre Matteo Salvini punta a capitalizzare quanto prima, con le elezioni anticipate, il consenso sempre crescente, Forza Italia deve fare i conti la più grave crisi dall’anno della sua fondazione. Giovanni Toti, nelle scorse settimane, ha fondato un suo movimento, chiamato ‘Cambiamo!’, ed ora ha fretta di formare la rosa dei propri uomini. La strada più facile è pescare all’interno delle fila azzurre, ma i vertici di Forza Italia hanno già avvertito: chi vuole aderire al movimento di Toti sarà espulso. Un aut aut fermato in una nota diramata ieri sera dal coordinamento di presidenza, nella quale si legge che il movimento di Toti si basa su presupposti “divisi”, e le sue finalità sono «incompatibili e inconciliabili con la nostra iniziativa politica».

Il partito di Silvio Berlusconi attiverà gli organi statutari per espellere chi ha aderito o aderirà all’associazione. E’ poi scontato che i dirigenti forzisti «debbano considerarsi decaduti dai loro incarichi». Appare dunque scontata la fine dell’esperienza in Forza Italia di Gaetano Quagliariello, Paolo Romani, Laura Ravetto e Manuela Gagliardi, tutti parlamentari di Fi e tutti aderenti al movimento di Toti. Stesso destino per Francesca Gambarini, già commissario di FI per la provincia di Parma, e Osvaldo Napoli, del direttivo alla Camera; per i senatori Luigi Vitali e Massimo Berutti e i deputati Alessandro Sorte e Stefano Benigni.

Proprio Romani, Berutti, Sorte e Benigni hanno risposto con un loro documento all’annuncio di espulsioni: «Il progetto di Toti non contrasta con le finalità di Forza Italia, all’interno della quale si continua ad agire evitando ogni dibattito e confronto politico, ma solo esercitando diktat sulla base del principio della conventio ad excludendum», scrivono. «Un partito che dimentico ormai delle finalità, delle prerogative fondamentali, delle regole democratiche e delle procedure di qualsiasi movimento politico, ragiona solo in termini di poltrone, incarichi ed esercita solo miseri sfoggi di potere tutto interno. Le espulsioni figlie di una cultura bolscevica hanno portato sempre scarsa fortuna a chi le ha promosse. Abbiamo cercato di scalare il muro della chiusura e della conservazione. Ma i muri, ci insegna la storia, prima o dopo cadono se sono eretti solo per la difesa di una nomenklatura fuori dal tempo», concludono.

Anche Toti ha replicato alla nota di Fi, spiegando che «evidentemente il cambiamento fa paura» visto che nel partito ci sono «stesse facce, stesse persone a decidere, stessa linea che ci ha fatto perdere due elezioni di seguito». «Forza Italia ormai non finisce più di stupire! Dopo aver perduto milioni di elettori e simpatizzanti, centinaia di amministratori, dopo aver chiuso a ogni ipotesi di serio cambiamento, ora da’ il via anche alle espulsioni per chi aderisce al nostro progetto. Evidentemente il cambiamento fa paura», scrive Toti. «In Forza Italia non solo non si cambia: stesse facce, stesse persone a decidere, stessa linea che ci ha fatto perdere due elezioni di seguito, ma chi alza un sopracciglio si accomodi fuori in fretta, meno siamo, meglio stiamo. Non si rendono conto che sono gli elettori ad espellere loro dal futuro e la corsa ad accaparrarsi l’ultima poltrona tra le poche rimaste finirà presto, dato anche il momento politico», aggiunge.

«Noi – sottolinea Toti – continuiamo a costruire una nuova casa, dove tutti possano entrare e competere con il proprio consenso e le proprie idee, dove le porte resteranno sempre aperte, dove la critica non sarà motivo di emarginazione e di espulsione ma verrà presa in modo costruttivo. Quando gli italiani saranno chiamati nuovamente alle urne ci saremo, per dare un motivo per votare a chi oggi non ce l’ha piu’. Chi vuole spegnersi per nostalgia, rancore, paura faccia pure, noi non ci rassegniamo e… cambiamo insieme a chi ha il coraggio di farlo» conclude il governatore della Liguria.

Leggi anche:
Neymar accusato di stupro da una modella, ma le prove non ci sono: chiesta l’archiviazione per il calciatore
Governo, Matteo Salvini stacca la spina: «Voto subito, non c’è più maggioranza». Sullo sfondo il ‘nodo’ della manovra
Migranti, la Open Arms da 7 giorni in mare. Nessuno vuole i migranti, la Ong accusa: «E’ rimasto qualcuno a difendere la vita?»
– Carabiniere ucciso a Roma, l’analisi delle tracce ematiche e di impronte nella stanza d’albergo dei due americani
– Tav, respinta in Senato la mozione dei grillini contro l’opera: Di Maio via dall’Aula senza dire una parola
– Scuole guida, il business dei ricavi in nero: sequestro da 4 milioni ai danni di attività ubicate a Napoli e a Capri
– Usa lo scudo fiscale per regolarizzare il ‘tesoro’ accumulato in nero ma dichiara solo una parte: sequestrati 6 milioni
– Lo scontro nel Governo sulla Tav: votazioni in Senato sulle mozioni, c’è quella contraria all’opera presentata dai grillini

venerdì, 9 agosto 2019 - 10:08
© RIPRODUZIONE RISERVATA