Governo, buona la prima tra Pd-5Stelle ma il confronto prosegue; c’è chi chiede voto sulla piattaforma Rousseau

Luigi Di Maio (foto Kontrolab)

Il primo incontro, di oggi pomeriggio, è servito per gettare le basi del dialogo e la chiusura del round sembra avere tenuto in partita il possibile accordo di Governo tra il Movimento Cinque Stelle e il Pd. I grillini hanno chiesto appoggio per la legge sul taglio dei parlamentari (che attende il quarto e definitivo voto alla Camera, ma accompagnata “da garanzie costituzionali e da regole sul funzionamento parlamentare”) e in cambio il Pd ha chiesto la chiusura del forno con la Lega.

Una condizione a testa e, stando a indiscrezioni, sembra che la delegazione dei due partiti abbia raggiunto un primo accordo di massima, anche se i ‘dem’ avrebbero chiesto una dichiarazione pubblica dei grillini di benservito a Salvini allo scopo di diradare le ombre su possibili ritorni di fiamma che sembrano invece non dispiacere a Di Battista. A confrontarsi sono stati il vicesegretario Pd Andrea Orlando e i capigruppo di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci e, per i grillini, i capigruppo Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli con i vice Francesco Silvestri e Gianluca Perilli.

Chiariti i due punti preliminari, il confronto è proseguito, incrociando i punti programmatici fondamentali che erano stati presentati ieri da Luigi Di Maio (10) e Nicola Zingaretti (5). E sulla possibilità di trovare, su questi, una intesa entrambe le parti mostrando grande ottimismo. “Abbiamo analizzato i 15 punti, c’è ampia convergenza sui temi ambientali e sociali e c’è un impegno serio sulla manovra di bilancio. C’è una certa sintonia su molti temi e sulla legge di bilancio c’è un lavoro molto serio che va fatto”, ha assicurato Delrio. “Guardando i punti del programma che hanno presentato loro e che abbiamo presentato noi mi sembra di poter dire che non ci siano problemi di sorta”, si è sbilanciato D’Uva. Da domenica pomeriggio i Dem saranno al lavoro con sei tavoli tematici “per il programma del governo di svolta”, da cui emergeranno le proposte che andranno poi discusse in un nuovo incontro.

I punti principali sono due: il dettaglio di come intervenire sulla riforma costituzionale e l’impostazione della manovra economica di autunno. Se sul programma, da entrambe le parti, si mostra grande fiducia, ancora tutta da definire è la questione dei nomi. Il Pd, anche stamani, tramite i suoi sherpa ha recapitato le sue condizioni. Per dar vita a un “governo forte” i Dem chiedono “nomi nuovi” e “profili alti”. Ma questo è uno dei nodi (forse il principale) che dovranno sciogliere Di Maio e Zingaretti in un vertice che si terrà prima di martedì, quando i partiti dovranno tornare da Sergio Mattarella con un ‘pacchetto’ pronto. Per il Pd i due dovrebbero vedersi già nel week end, fonti pentastellati lo smentiscono e i contatti sono ancora in corso. La questione del possibile nuovo premier, secondo i partecipanti alla riunione, non è stata affrontata oggi, ma l’idea comune è che non possa essere una figura politica di primo piano dei due partiti, ma un “profilo terzo” gradito a entrambi.

Il confronto, dunque, prosegue. Ma all’interno dei grillini c’è chi chiede di investire gli iscritti alla piattaforma Rousseau di una valutazione. “Sono assolutamente certo che il voto online e la piattaforma degli iscritti non verranno bypassati, dovremo prendere una decisione tutti insieme”, ha detto il deputato 5stelle all’Ars Giancarlo Cancelleri attraverso una diretta Facebook sulla situazione politica attuale.

Massima attenzione da parte dei grillini è riservata anche sui social dove gli elettori in queste calde settimane di agosto stanno bombardando le pagine degli esponenti più in vista dei pentastellati. La pagina Fb di Alessandro Di Battista, ad esempio, è pieno di critiche e insulti per una eventuale alleanza col Pd. ”Se andate col Pd, entro tre anni sparite del tutto”, avverte Angelo. ”Ma taci, non vi pensa più nessuno, solo la Boschi vi può raccogliere”, gli fa eco Sauro. ”Se solo va in porto l’accordo e governate assieme al Pd, con me avete chiuso, e credo di parlare a nome di qualche milione di persone”, rincara la dose Francesco. E ancora: ”Se hai le palle e non siete attaccati alla poltrona, vai alle elezioni: per voi sarà un suicidio ma chi c…. vi vota più”.

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venerdì, 23 agosto 2019 - 21:09
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