Governo, tempo scaduto per 5Stelle-Pd: poche ore per superare gli ultimi ostacoli Ultimatum Mattarella: accordo o voto


Il tempo sta per scadere. Questo pomeriggio Partito democratico e Movimento Cinque Stelle saliranno al Colle per le consultazione e il nodo sull’eventuale nascita di un governo giallo-rosso sarà finalmente sciolto. Sarà finalmente archiviato la soap opera delle estenuanti trattative tra i due partiti per impedire un ritorno anticipato al voto che, se i sondaggi venissero confermati, proietterebbe Salvini e il centrodestra alla guida del Paese.

Ultime ore, dunque, per riuscire a trovare una quadra. Se sul nome di Giuseppe Conte come premier sembra essere stato trovato l’accordo, a tenere ancora aperte le trattative sono le richieste di Luigi Di Maio, che non solo chiede di essere confermato vicepremier ma chiede per sé anche il ministero della Difesa. Istanze sulle quali il Pd ha difficoltà a dire sì. «Non c’è un problema Di Maio, c’è un problema di struttura di governo. Se c’è un premier M5s è giusto che ci sia un vicepremier Pd. Serve a fare comprendere che stiamo entrando in una fase nuova», ha spiegato in maniera semplice il ‘dem’ Andrea Orlando, che, peraltro, sarebbe il nome Pd a vicepremier. Nessun veto, invece, a Di Maio alla Difesa. A trovare una soluzione potrebbe essere proprio Conte, che potrebbe decidere di non avere alcun vice oppure potrebbe nominare un vice in quota Pd e scegliere direttamente il sottosegretario, che in tal caso sarebbe dei Cinque Stelle.

Nel bilanciamento delle forze, l’altro nodo da sciogliere è quello dei ministri. In particolare quello dell’Economia. Il Pd lo rivendica per sé, anche se ci sono buone possibilità di una riconferma di Giovanni Tria, che sostanzialmente è un tecnico e che ha il vantaggio di avere già i numeri sotto controllo e di avere in parte scritto la manovra di autunno. L’altro braccio di ferro si sta consumando anche sul ministero degli Esteri, sul quale il Pd ha pure estero le proprie mire.

Una cosa è certa: entro oggi pomeriggio, e prima di salire al Colle, Movimento Cinque Stelle e Partito democratico dovranno mettere un punto fermo alla trattativa ed arrivare con le idee chiare al cospetto di Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato non intende aspettare oltre. Se non ci sarà l’accordo, Mattarella non concederà altro tempo ai due partiti per parlarsi e affiderebbe l’incarico a un tecnico per formare il governo elettorale che traghetterebbe il Paese al voto a novembre. E, allora, adesso comincia il count down: alle 16 toccherà alla delegazione Pd salire al Colle; Forza Italia è attesa per le 17, mentre Lega e Cinque Stelle saliranno rispettivamente alle 18 e alle 19. Questa mattina, invece, è toccato a Fratelli d’Italia, che ha rivendicato il suo ‘no’ al governo giallo-rosso e ha insistito per l’immediato ritorno al voto, anticipando, per voce di Giorgia Meloni, che in caso di formazione del nuovo governo, Fdi scenderà in piazza.

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mercoledì, 28 agosto 2019 - 12:09
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