Medicina, via ai test d’ingresso: la carica dei 60mila; presìdi e flash mob in diverse città contro il numero chiuso

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Attese, speranze e proteste. Cominciano questa mattina in tutta Italia i test per i corsi di laurea ad accesso programmato. Oggi è la giornata dei test per Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua italiana. Domani 4 settembre sarà la volta di Medicina Veterinaria. Si continua con Architettura il 5 settembre, Professioni Sanitarie l’11 settembre, Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua inglese il 12 settembre, Scienze della Formazione Primaria il 13 settembre e Professioni Sanitarie (laurea magistrale) il 25 ottobre.

Quest’anno sono 84.716 i candidati che si sono iscritti ai test per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria, Architettura e Veterinaria. Nello specifico, sono 68.694 gli iscritti per Medicina e Odontoiatria, l’anno scorso erano 67.005. Per Architettura, gli iscritti sono 8.242, rispetto ai 7.986 del 2018. Le iscrizioni pervenute per la prova di Veterinaria sono 7.780, un anno fa erano state 8.136. Per quanto riguarda, invece, Medicina e Odontoiatria in lingua inglese, i candidati sono 10.450, nel 2018 erano 7.660. I posti a disposizione sono 11.568 per Medicina e Chirurgia, 1.133 per Odontoiatria, 759 per Medicina Veterinaria, 6.802 per Architettura.

A Napoli ai test per l’accesso alla Federico II si sono iscritti in 6369 i ragazzi: 4669 si sono iscritti per l’Università Federico II; 1700 per l’Università della Campania Luigi Vanvitelli. Alla Federico II i posti a disposizione sono 507, mentre alla Vanvitelli sono 500. Da tempo, orami, i test sono su base nazionale. Ciò consente ai candidati di indicare anche altre facoltà di medicina in altre città italiane e attendere poi lo scorrimento delle graduatorie per un eventuale accesso.

Ma oggi è anche una giornata di proteste. Quelle organizzate in diverse città italiane da alcuni collettivi studenteschi che protestano contro il numero chiuso della facoltà di Medicina. A Roma, Bologna e Milano ci saranno presìdi e flash bob davanti ai principali atenei. «Al test di oggi – dice Camilla Guarino dell’associazione nazionale studentesca Link-Coordinamento Universitario- ci sono circa 68.694 iscritti, per 11.568 posti disponibili. E’ inaccettabile che venga fatta questa selezione per diventare medico, quando il nostro Servizio Sanitario Nazionale è in emergenza. I casi degli ultimi mesi sono emblematici: in varie regioni d’Italia sono stati chiamati in servizio medici in pensione, medici militari oppure anche medici neolaureati senza un’adeguata formazione. Siamo contro ogni barriera di accesso dal test di oggi al test di specializzazione che limita ulteriormente il numero di medici, dichiariamo l’emergenza sanitaria e chiediamo che, per rispondere ai bisogni di salute del Paese, venga raddoppiato il numero di borse di specializzazione e ripensato il sistema di accesso alla facoltà di Medicina e chirurgia».

Contro il ‘numero chiuso’ si schiera anche  l’Unione degli Universitari. Dice il coordinatore nazionale Enrico Gulluni: «Nonostante il tema del superamento del Numero Chiuso per i corsi di Area Medica sia stato molto presente nel dibattito pubblico e fosse presente anche tra i punti principali del Governo, ci troviamo ancora una volta ad assistere all’ennesima lotteria dei test d’accesso per i corsi a numero programmato nazionale. Un evidente segnale di quanto gli investimenti in Istruzione e Università e Ricerca siano soltanto promesse elettorali e frasi spot, che poi nella realtà non trovano mai applicazione, neanche dopo l’evidente crisi in cui il nostro Servizio Sanitario Nazionale si è venuto a trovare a causa della carenza di Medici, che manifesta ancor di più il fallimento del Numero Chiuso».

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martedì, 3 settembre 2019 - 11:10
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