Governo, Renzi alza l’asticella e apre la crisi: via i ministri Bellanova e Bonetti. Ma non è chiusura, ora tocca a Conte decidere

Matteo Renzi
Il Primo Ministro italiano Matteo Renzi visita nel Teatro San Nazzaro Prime Minister of Italy Matteo Renzi visit in Theater San Nazzaro

La crisi è stata ufficialmente aperta. E, stavolta, per davvero. Matteo Renzi, che sembrava abbaiare ma non mordere tanto da essere spesso criticato per i suoi ultimatum che poi puntualmente sfumavano, ha ritirato i ‘suoi’ ministri, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, dal Governo Conte bis, quello che lui ha consentito si formasse dopo la fine burrascosa del matrimonio tra Lega e Cinque Stelle. Anche il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto, fedelissimo renziano, ha lasciato il proprio incarico.

«C’è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l’unico elemento che tiene in vita il Governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali», ha spiegato Renzi nella conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio alla Camera.

E, adesso, cosa succederà? Renzi dice che «siamo pronti ad andare all’opposizione», assicurando però una sorta di sostegno esterno all’Esecutivo. Significa che Italia Viva sarà pronto a sostenere il Governo su alcuni provvedimenti e si sfilerà da altri. Ad esempio, i renziani voteranno – è stato l’annuncio di Renzi – «lo scostamento di bilancio, le misure anti-Covid e qualunque sarà il governo, saremo dalla sua parte sul decreto ristori».

Una precisazione che serve a tranquillizzare gli italiani e gli elettori. Un’altra precisazione viene fatta in merito al nuovo ‘posizionamento’ di Italia Viva: «Non c’è ipotesi di un nostro governo che ribalti e si butti con un accordo sulla destra. Non abbiamo mai fatto un governo con Salvini e non è questo il momento per iniziare», ha detto Renzi.

Ma la verità è che Renzi punta ancora ad un dialogo col premier a patto che questi accetti le condizioni di Iv soprattutto nel Mes. Non a caso, durante la conferenza, Renzi ha precisato: «Vediamo cosa fa Conte». Vuol dire che se Conte dovesse cedere, Renzi farebbe un passo indietro.

In seno alla maggioranza, intanto, c’è chi, come il Pd, spera ancora che la crisi possa rientrare. Non è una novità che i dem abbiano cercato di mediare fino all’ultimo, senza esito: sul piatto il premier aveva messo la scrittura di un nuovo patto di legislatura, e – come non detto – un possibile rimpasto, ma non vi è stato nulla da fare. La volontà del Pd, ad ogni modo, è quella di ‘salvare’ Conte e al tempo stesso trovare una nuova ‘intesa’ con i renziani. Anche i grillini, che ieri avevano annunciato porte chiuse a Iv in caso di crisi, oggi sono stati più cauti, pur comunque condannando senza mezzi termini la mossa del fiorentino. E pure Renzi, in fin dei conti, non sbatte definitivamente la porta: un Conte ter è ancora possibile, lascia intendere. «Nessuna pregiudiziale né sulle formula né sui nomi», osserva.

In più esclude il ritorno alle urne: «Non si vota ora, si vota nel 2023». Si cerca, dunque, di capire se c’è una possibilità di venirsi incontro. Chi però sembra non volerne sapere è proprio il premier Giuseppe Conte, che vorrebbe liberarsi di Renzi e chiudere così la stagione degli ‘ultimatum’: in quest’ottica si contano i cosiddetti ‘responsabili’, senatori che possano sostituire numericamente i senatori renziani e consentire al Governo di avere i numeri anche a Palazzo Madama per andare avanti.

Le indiscrezioni parlano di 4 “brunettiani” in uscita da FI, ai quali si aggiungerebbero i membri Maie e i tre dell’Udc (dove permangono i dubbi di una parte, tanto che Lorenzo Cesa riunisce per domani la segreteria). Secondo gli ultimi rumors un paio di senatori sarebbero in uscita da Cambiamo! e poi c’è Sandra Lonardo con Clemente Mastella tornato in trincea con l’idea di un nuovo partito. Vi è poi una voce insistente su 4 senatori di Italia Viva pronti a tendere una mano a Conte, ma in serata il deputato Gennaro Migliore (Iv) – intervenendo all’approfondimento giornalistico su Rai2 – ha escluso la possibilità di una ‘giravolta’ di uomini di Iv. E’ tutto in divenire. Quel che è certo che Pd e grillini per ora si stringono attorno al premier.

«E’ un grave errore di qualcuno, che pagheremo tutti», sentenzia dal Pd Andrea Orlando. Zingaretti ha convocato nelle prossime ore un gabinetto politico. I Cinque stelle assicurano: stiamo con Conte. Il quale adesso ha la patata bollente in mano: il premier può assumere l’interim o andare al Quirinale ad aprire la crisi, ovvero la seconda crisi da quando è presidente del Consiglio dei ministri.

mercoledì, 13 Gennaio 2021 - 23:06
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