Bollo auto, stop al pagamento nel 2027 ma non per tutti. Meloni: «Lo renderemo strutturale». Giani: «Farà solo danni»


La promessa è di rendere «la misura strutturale». E «quando dico io una cosa, la porto fino in fondo», rivendica con orgoglio e con il sorriso a “10 minuti” di Nicola Porro su Rete 4. Con una mossa a sorpresa, che almeno per 24 ore allenta l’attenzione e la tensione sulla legge elettorale ma soprattuto sul caro-carburante, Giorgia Meloni e il Consiglio dei ministri approvano una misura dal sicuro consenso popolare. Il decreto è di ieri sera. Per il 2027 il bollo auto è abolito per il 70% della platea di automobilisti. Poi si cercherà di tagliarlo per sempre dal carnet delle spese di famiglia: «Serve la Legge di Bilancio per la copertura dei prossimi anni», dice Meloni. Nel frattempo si fa “annusare” la novità ai cittadini, in tempo utile per le elezioni sottolinea maliziosamente qualcuno dalle opposizioni. Come a dire, che con questa mossa ci si vuole assicurare un facile ritorno di voti. Ma Meloni non si fa scalfire dall’attacco e replica pronta: «Questo lo hanno fatto altri e ne stiamo pagando ancora il conto».

Quella del bollo auto, ricorda Giorgia Meloni, «è una tassa odiata». È la verità. Altri primi di lei avrebbero voluta abolirla: Berlusconi nel 2018, Renzi nel 2019 e persino Luigi Di Maio ne parlò. Adesso qualcuno ha deciso di mettervi mano. «Lo schema – osserva Meloni, lanciando un chiaro messaggio politico – ricalca quello che un altro governo di centrodestra, di cui ho fatto parte, ha usato per la casa: il tutto mentre la sinistra ancora oggi annuncia la patrimoniale».

Ma chi potrà beneficiarne? Le novità della misura temporanea sono state illustrate ieri. L’esenzione riguarderà una parte della platea di automobilisti e motociclisti: vale per le auto, a benzina e a diesel (ed ibride di qualsiasi tipologia: mild, full o plug-in), fino a 80 Kw (che equivalgono a circa 109 cavalli vapore), in pratica quelle di piccola e media cilindrata (le citycar e le utilitarie). Le auto elettriche sono escluse. Esenzione dal bollo anche le moto (con qualche postilla). Si tratta comunque di una platea vasta: circa 14,5 milioni di veicoli, oltre il 70% di auto. Il presupposto è che chi ha un’auto di grossa cilindrata ha un tenore di vita tale che può permettersi di pagare il bollo. Per capire quali auto rientrano nel limite degli 80 kW, si possono citare alcuni dei modelli più diffusi sul mercato italiano che sono disponibili anche in versioni con potenza inferiore alla soglia. È il caso, per esempio, di Fiat Pandina, Dacia Sandero, Citroën C3, Toyota Yaris e Renault Clio. Tra i crossover, rientra nel limite anche la Jeep Avenger nella versione a benzina 1.2 Turbo, che sviluppa 74 kW. Altri modelli disponibili con motorizzazioni sotto gli 80 kW sono Volkswagen Polo, Seat Ibiza, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20 e Lancia Ypsilon.

In questo scenario vi sono però ulteriori paletti. Ogni cittadino ha diritto a una sola esenzione: se in pratica un cittadino è possessore di due macchine che hanno la potenza inferiore a 80kw, la cancellazione del bollo riguarderà la macchina che ha la potenza inferiore. Se invece si è in possesso di un’auto (sempre con potenza inferiore a 80 Kw) o una moto, va fatta una scelta su quale veicolo applicare l’esenzione. Se invece si è in possesso di un’auto che non rientra tra le aventi diritto all’esenzione, l’elezione scatta in automatico per le moto.

L’esenzione riguarda i pagamenti del bollo auto dovuti dal primo gennaio e al 31 dicembre 2027, comprese le Regioni a statuto speciale.

Si aiutano i cittadini, si rischia di penalizzare le casse delle Regioni. Il bollo auto è infatti una tassa regionale e i proventi vengono destinati a coprire servizi essenziali come quelli della sanità. Cosa succederà, dunque, senza incassi? Il Governo nazionale ha assicurato che le Regioni non avvertiranno problemi: il Governo girerà loro l’importo analogo ai mancati introiti, compensando così le perdite ed evitando che le Regioni si vedano costrette a tagliare servizi o ad aumentare altre tasse. I soli verranno dai fondi del Pnrr non usati. Ma su questo aspetto ci sono Regioni assai critiche. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Gianni ha parlato di «operazione di grande demagogia» fatta nell’«anno elettorale», con l’aggravante che «questa operazione di marketing elettorale è così superficiale e populista che provocherà semplicemente danni».

Tra i timori principali c’è quello di possibili conseguenze per il sistema sanitario. «Si parla di una compensazione di 2 miliardi e 200 milioni quando in realtà oggi il Bollo porta addirittura 7 miliardi di entrate alle Regioni che poi vengono in gran parte destinate proprio alla sanità», ha detto Giani. Secondo il governatore della Regione Toscana, le Regioni rischiano di trovarsi comunque con meno soldi di quelli che incasserebbero con il bollo auto. E ancora: «Si è annunciato che si taglia il Bollo, ma in realtà si taglia da alcuni. La misura del Bollo rimane assolutamente in piedi e addirittura il decreto spacciato per chissà quale rivoluzione copernicana sospende il Bollo auto solo per un anno». «Considerate che poi – ha proseguito Giani- andando a leggere il decreto, la copertura finanziaria che ogni atto che incide sul piano della spesa va a trovare è nei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati agli investimenti. Quindi si imputa a una sostanzialmente spesa che viene dall’Europa per investimenti sulla parte corrente del bilancio». «C’è un’incostituzionalità e c’è da sentire cosa penserà la Commissione Europea». «Sono convinto che dovremo fare di tutto perché dal testo che è stato approvato dal governo di cui ieri abbiamo avuto notizia dalle agenzie, io ho avuto per un livello semplicemente amicale il testo che è stato approvato, ancora deve essere nella Gazzetta Ufficiale, quindi leggiamo delle bozze. Da questo momento al momento della conversione mi auguro che ci sia il ritorno a un senso del buon governo, non al senso – ha concluso Giani – di fare una misura l’anno elettorale semplicemente per procacciarsi superficialmente voti».

giovedì, 17 Settembre 2026 - 22:27
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