Ponticelli, ucciso a bastonate nel campo rom: eseguiti due arresti in Romania

Il leader della Lega Matteo Salvini in visita al campo Rom di Via Salviati, Roma, 24 febbraio 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
di Serena Finozzi

Si chiude il cerchio intorno all’omicidio di Lucian Memet ucciso a colpi di bastone e spranghe il 13 agosto del 2016 nel campo rom di via Virginia Woolf a Ponticelli. Al termine delle indagini coordinate dalla Procura di Napoli, la polizia rumena ha arrestato a Calafat A. L., 25enne rumeno, ricercato dal maggio scorso per l’esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dal gip di Napoli. Le autorità rumene hanno notificato il provvedimento in carcere anche a G. S, 48 anni, già detenuto in un istituto penitenziario locale. Come A. L., anche G. S. è recluso in attesa di estradizione. Agli esecutori materiali del delitto è contestata l’aggravante della crudeltà: Lucian Memet, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, fu ucciso al termine di una lite – scoppiata per un banale litigio tra bambini – a colpi di bastoni di legno e spranghe di ferro. Colpito ripetutamente al corpo e alla testa e ferito anche con un coltello al torace, Memet morì sul posto poco dopo l’aggressione. I militari della Scientifica sequestrarono le armi usate dal nel corso dell’aggressione a Lucian Memet e, poche ore dopo l’accaduto, sottoposero a fermo il 22enne R. S. C., condannato in primo grado il 27 giugno scorso alla pena di anni 21 di reclusione per omicidio volontario in concorso. All’inizio di ottobre, su esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dal gip di Napoli, furono arrestate due donne, L. A. e S. A., accusate di aver aizzato i maschi del gruppo ad uccidere Memet. Le due donne, subito dopo l’omicidio, si erano nascoste in un casolare nell’area occidentale di Napoli per poi fuggire in Romania. Estradate, sono attualmente recluse nel carcere di Rebibbia.

sabato, 21 Luglio 2018 - 10:59
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