Migranti, la Mare Jonio a Lampedusa nonostante il divieto: 49 migranti a bordo Salvini: «Arrestare i responsabili»

La nave ‘Mar Jonio’ della Ong “Mediterranea Saving Humans”
di Renato Esposito

Ruvido come sempre Matteo Salvini quando si parla di migranti e di ong che salvano i migranti virando la prua verso l’Italia: «Se un cittadino forza un posto di blocco stradale di Polizia o Carabinieri, viene arrestato. Conto che questo accada». Più umano nei toni il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: «Come priorità dobbiamo essere sicuri che venga salvaguardata la salute delle persone che sono a bordo di quell’imbarcazione. Chiaramente il problema dell’immigrazione non riguarda solo l’Italia, ma io non vedo molti presidenti del Consiglio che in Europa cercano di porre la questione dell’immigrazione come problema che deve risolvere l’Europa. Io trovo solo Giuseppe Conte che sta lavorando affinché l’Europa riesca ad affrontare il problema come si vede».

Al netto delle dichiarazioni degli esponenti delle due anime di governo, oggi l’Italia è chiamata a fare i conti con un’altra Ong che chiede di poter attraccare. Con la differenza, rispetto al passato, che la Ong in questione batte bandiera italiana. La nave in questione è la ‘Mare Jonio’ della “Mediterranea Saving Humans” che ieri sera ha soccorso in acque internazionali, a 42 miglia dalle coste libiche, 49 migranti (tra le quali 12 minori) su un gommone “in avaria”, facendo poi rotta verso l’Italia nonostante Salvini avesse subito annunciato il divieto di sbarco. Non appena arrivata nei pressi di Lampedusa, le autorità hanno ribadito al capitano della Mare Jonio il ‘no’ all’attracco. Ma la nave ha proseguito la rotta, violando l’ordine arrivato dalla Finanza di spegnere i motori, ed è entrata nel porto di Lampedusa (si trova alla fonda a un miglio e mezzo da Lampedusa): cercava un approdo sicuro a causa del maltempo.

Furioso Salvini: «Gli possiamo dare ogni genere di conforto ma in Italia con il mio permesso non mettono piede». E ancora: «Questa non è stata un’operazione di salvataggio. Questo è favoreggiamento dell’immigrazione clandestina». Da Lampedusa, però, il primo cittadino tende invece una mano alla Ong dicendo che «il porto è aperto, non ci sono cannoni puntati». Tuttavia la nave è al momento circondata e sorvegliata da tre motovedette, due della Finanza e una della Guardia Costiera. Intorno alle 13, un uomo è stato fatto scendere e accompagnato in ospedale perché ha i sintomi della polmonite.

Sullo sfondo aleggia poi la figura del sindaco Luigi de Magistris che sta cercando un posizionamento sullo scacchiere nazionale per il futuro: sfumato l’obiettivo di presentarsi alle Europee (non sono stati trovati i numeri politici), il primo cittadino di Napoli continua però a porsi come l’anti-Salvini sul tema migranti, portando avanti la battaglia cominciata con la ‘Diciotti’ quando annunciò di avere pronta una flotta di imbarcazioni disposte a raggiungere la Diciotti e a trarre in salvo i migranti. «Napoli ha un cuore immenso – ha commento e Magistris – vi aspettiamo a Napoli, porto sempre aperto per sorelle e fratelli in pericolo, porto chiuso per trafficanti di esseri umani. Grazie alle ong testimoni di giustizia». Il messaggio del sindaco è arrivato poco dopo la foto della bandiera di Napoli issata dalla Ong.

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martedì, 19 marzo 2019 - 16:54
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