Whirlpool Napoli, ‘Cirella arredamenti’ boicotta l’azienda statunitense per solidarietà ai dipendenti di via Argine

Cirella Whirlpool
di Mauro Della Corte

Non si ferma la protesta dei lavoratori per la chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli paventata dall’azienda per il prossimo 31 ottobre. Mancano circa 5 giorni alla fatidica data e a Napoli e nel resto d’Italia continuano a moltiplicarsi le iniziative di solidarietà nei confronti dei dipendenti dello stabilimento di via Argine a Ponticelli. Qualche giorno fa un negozio di arredamenti a Mendicino, nel Cosentino, ha annunciato che non venderà più elettrodomestici della multinazionale statunitense in segno di vicinanza ai napoletani. All’iniziativa si sono allineati diversi esercizi commerciali in tutta Italia. Questa mattina, anche lo storico centro arredamenti ‘Cirella’ di Napoli ha sposato la causa.

All’esterno del negozio Cirella di via Argine campeggia uno striscione: ‘Cirella Arredamenti non vende più elettrodomestici Whirlpool’. Sulle pagine Facebook dell’azienda i titolari spiegano: «E’ un atto di solidarietà per dei lavoratori e cittadini italiani, spero che appoggerete le nostre azioni. Napoli merita di più». Tanti i commenti di apprezzamento, come quello di Grazia: «Troppo giusto condivido pienamente con voi questa iniziativa». Commentano anche alcuni lavoratori Whirlpool: «Grazie x la solidarietà…… Napoli non molla!!!», sono le parole di Salvatore. C’è anche chi sottolinea come l’azienda non sia assolutamente in crisi: «Lottate perché noi vendiamo tanto alla Whirlpool, credimi che ordini ne hanno tanti».

Ieri intanto i dipendenti a rischio hanno protestato di nuovo. Sono scesi in corteo per chiedere al Governo di non dimenticare il sito napoletano e di farsi rispettare. Oggi è arrivata la risposta del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli: «Whirlpool non è un caso chiuso. Ci stiamo lavorando. E’ uno dei casi in cui non solo il ministero dello Sviluppo economico ma tutto il Governo ci ha messo la faccia con il premier in primo piano. Non è certamente uno di quei casi in cui abbandoniamo la nave». «Non abbandoniamo mai la nave – conclude -. Questo è anche un caso emblematico di come le multinazionali tentano di approfittare di alcune situazioni avendo un piano diverso da quello che esplicitano quando firmano gli accordi. E’ inaccettabile che si proceda per quella strada».

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sabato, 26 ottobre 2019 - 19:00
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