Apocalisse a Venezia: acqua dai water e dalle prese di corrente, hotel come il Titanic. Le banche tendono una mano


Una città sommersa. E non è un’esagerazione. Il disastro che ha inghiottito Venezia passa attraverso le immagini, foto e video, rilanciate dai cittadini attraverso i social. Passa attraverso le impietose immagini dei telegiornali e dei mezzi di comunicazioni. Passa attraverso la disperazione dei piccoli imprenditori che hanno botteghe ai piani terra: hanno perso tutto o quasi. L’acqua esce persino dai water e dalle prese della corrente. Molti alberghi sono impraticabili, come l’Hotel Gritti le cui immagini stanno facendo il giro di Twitter: «Sembra il Titanic», commenta un utente.

Il governatore della Regione Veneto Luca Zaia parla, a giusta ragione, di «scenario apocalittico» e spiega che è stato già «dichiarato lo stato di crisi per Venezia e per le zone limitrofe». Anche i litorali di Jesolo e di Bibione sono stati devastati.

Il bilancio dei danni definitivo non c’è ancora, ma dalle prime iniziative messe in campo in sostegno di imprese e famiglie è facile rendersi conto che il maltempo ha letteralmente piegato in due una comunità. UniCredit ha messo a disposizione una moratoria di 12 mesi sulle rate dei mutui ipotecari e chirografari per le imprese con sede legale/operativa nella zona colpita dal maltempo che abbiano subito danni e per tutti i clienti privati intestatari di mutui ipotecari residenti nei Comuni interessati che siano stati danneggiati dall’evento. La Banca, inoltre, ha messo a disposizione un “Prestito Sostegno” con tasso agevolato per i clienti privati residenti nei Comuni che hanno subito danni a causa del maltempo; e il “Pacchetto nuovo credito alle imprese”, con linea di finanziamenti chirografari/ipotecari a condizioni agevolate in favore di clienti imprese con sede legale/operativa nei Comuni colpiti dall’evento.

Si è mossa anche Intesa San Paolo, che ha stanziato un plafond da 100 milioni di euro a sostegno delle famiglie e delle imprese di Venezia e provincia che hanno subito danni a seguito del maltempo e delle esondazioni. Oltre alla famiglie, il plafond è destinato ai piccoli artigiani e commercianti che hanno subito danni, «dando loro un sostegno finanziario dedicato». In più, la banca «prevede la possibilità di richiedere la sospensione per 12 mesi delle rate dei finanziamenti in essere per famiglie e imprese, residenti nelle zone colpite dal maltempo».

C’è massima attenzione anche per la Basilica di San Marco, dove l’acqua s’è fatta strada. La cripta è stata allagata da 120 centimetri di acqua. a la cripta della Basilica di San Marco, a causa dell’acqua alta verificatasi la scorsa notte a Venezia.  «E’ la prima volta – ha detto il primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin – che succede dopo la grande marea del 1966, ed è stata un’amara sorpresa. Questa volta, l’acqua non è arrivata dal pavimento ma è entrata dalle finestre. Ci sono stati danni alle tombe dei patriarchi. Fortunatamente – ha proseguito Tesserin – in aggiunta a quelle esistenti abbiamo portato altre pompe, per cui in meno di 24 ore l’abbiamo messa all’asciutto. Però i danni rimangono, perché in queste 20 ore circa la capacità di assorbimento dei pavimenti e delle pareti è drammatica. La verificheremo nei tempi, speriamo non sia così come temiamo».

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mercoledì, 13 novembre 2019 - 16:51
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