Prescrizione e riforma del processo penale, ok del Consiglio dei Ministri ma senza Italia Viva: ecco tutte le novità

il consiglio dei ministri

Ok del Consiglio dei ministri alla riforma del processo penale. Nel testo è stato inserito anche il lodo Conte bis che prevede la sospensione della prescrizione dopo la condanna di primo grado ma che questa torni a decorrere retroattivamente in caso di assoluzione in appello. La sospensione diventa definitiva in caso di doppia condanna. Al Cdm non hanno preso parte i ministri di Italia Viva Teresa Bellanova (Agricoltura) e Elena Bonetti (Famiglia). Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede il disegno di legge che prevede deleghe al Governo per l’efficienza del processo penale e «disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le Corti d’appello». Ecco che cosa prevede nel dettaglio la cosiddetta riforma del processo penale.

Le notifiche
Il testo interviene, nella prima parte, con specifiche previsioni di delega relative alla riforma del Codice di procedura penale, da attuarsi entro un anno dall’entrata in vigore della legge di delega, con una finalità di «semplificazione e di aumento della celerità del procedimento». In particolare, tra gli elementi significativi ci sono «la modifica delle norme in tema di notifiche». Si prevede infatti che tutte le notifiche successive alla prima, che comunque deve essere necessariamente effettuata all’imputato, siano effettuate al difensore, anche per via telematica.

Le indagini preliminari
Si interviene poi su una «ridefinizione della durata delle indagini preliminari». Si individuano tre termini di durata, legati alla gravità del reato su cui si indaga. I termini saranno di sei mesi per i reati meno gravi, di un anno per quelli ordinari e di diciotto mesi per i reati di maggiore allarme sociale e per quelli associativi di stampo mafioso o di natura terroristica o definibili di particolare complessità per il numero di imputati o di capi di imputazione. La durata sarà prorogabile una sola volta, di sei mesi, su istanza del pubblico ministero, con provvedimento del giudice per le indagini preliminari. Nella riforma si prevede che, scaduto il termine massimo di durata delle indagini preliminari, il pm sia tenuto, entro un ulteriore lasso di tempo di 3, 6 o 12 mesi a seconda della tipologia di reato, a richiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale. Decorso tale termine, il pm sarà tenuto a notificare all’indagato la fine delle indagini e a svelare il contenuto degli atti relativi. Sarà quindi facoltà delle parti richiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione.

La ‘regola di giudizio’
Sono poi inserite norme che hanno la finalità di ridurre il numero di processi che giungono alla fase dibattimentale inserendo criteri più stringenti in relazione alla regola di giudizio a cui il pubblico ministero e il giudice dell’udienza preliminare devono attenersi per l’esercizio dell’azione penale o l’accoglimento della richiesta di rinvio a giudizio.

Le priorità
Si prevede poi che nello stilare il programma organizzativo della Procura della Repubblica, il Procuratore indichi i criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale, da concordare con il Procuratore generale e con il Presidente del Tribunale, sulla base della specifica realtà criminale e territoriale e delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche a disposizione dell’ufficio.

Le sanzioni
La riforma introduce la valutazione del giudice in merito alla eventuale retrodatazione dell’iscrizione dell’indagato nell’apposito registro e la conseguente sanzione di inutilizzabilità degli atti di indagine effettuati a termini già scaduti.  

Il patteggiamento
Si estende la possibilità del patteggiamento a tutte le ipotesi di reato alle quali sia applicabile complessivamente una pena inferiore agli otto anni, rispetto agli attuali cinque, riequilibrata da un ampliamento dell’elenco dei reati che escludono a priori il patteggiamento. Sono previste norme per l’incentivazione del ricorso al giudizio abbreviato condizionato, sul calendario delle udienze e sui termini di deposito delle perizie.

La velocizzazione dei processi
Oltre a stabilire i criteri della delega per la riforma del processo penale, il testo introduce ulteriori disposizioni finalizzate all’abbattimento e alla velocizzazione dei procedimenti in corso presso le Corti d’appello, nonché norme in materia di sospensione della prescrizione. In particolare, per la velocizzazione dei processi in corso, si estende la possibilità di impiegare i giudici onorari ausiliari, che oggi hanno la possibilità di esercitare soltanto la funzione di integrare il collegio nel settore civile, anche al settore penale, e si prevede un aumento dell’organico dei giudici onorari ausiliari di 500 unità, dagli odierni 350 a 850. Inoltre, si autorizza l’assunzione, con contratto a tempo determinato di 24 mesi, anche in soprannumero, di 1.000 unità di personale amministrativo.

La prescrizione
Infine, in materia di prescrizione, si modifica il Codice penale in modo da prevedere che il corso della prescrizione rimanga sospeso dalla pronunzia della sentenza di condanna di primo grado fino alla data di esecutività della sentenza, e che la stessa riprenda il suo corso e i periodi di sospensione siano computati, quando la sentenza di appello proscioglie l’imputato o annulla la sentenza di condanna nella parte relativa all’accertamento della responsabilità o ne dichiara la nullità ai sensi dell’articolo 604, commi 1, 4 e 5-bis del codice di procedura penale.

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venerdì, 14 febbraio 2020 - 08:28
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