Comunali Napoli, Maresca ‘squieta’ il centrodestra: «Sono un civico, dei simboli me ne frego». FdI pronta a smarcarsi

Il magistrato Catello Maresca

Il comizio tenuto al quartiere Ponticelli dal candidato a sindaco di Napoli Catello Maresca agita le acque nel centrodestra. Il magistrato in aspettativa, durante uno degli incontri della campagna elettorale che in questi giorni sta privilegiando le periferie della città, ha allontanato da sé le pulsioni della colazione di destra con una frase che porta inevitabile scompiglio: «Dei simboli ce ne freghiamo – ha dichiarato senza mezzi termini Maresca nel quartiere per anni considerato un feudo della sinistra – Mettiamo da parte vessilli e ragioni di Stato, dialoghiamo su contenuti e programmi. La gente ha bisogno di risposte sui problemi concreti, ce ne fottiamo dei simboli».

Non lascia dunque alcuno spazio ad interpretazioni, l’ex magistrato della Direzione distrettuale antimafia, facendo capire che ha tutta l’intenzione di proseguire la sua campagna e arrivare alle elezioni senza mostrare alcun simbolo. Che sia della Lega, di Forza Italia o di Fratelli d’Italia, in nome di un civismo puro.

Chiaro quindi che ora la patata bollente passa proprio ai partiti del centrodestra ai quali le sue parole sono rivolte. Sino a ieri l’appoggio della coalizione al candidato civico Maresca appariva scontato, era lui l’uomo delle istituzioni prestato alla politica, il simbolo dell’anti-camorra, che avrebbe dovuto correre alla carica di sindaco per il centrodestra. Da ieri, sembra difficile che i tre partiti possano ignorare il messaggio e appoggiarlo comunque.

Fratelli d’Italia, del resto, da mesi ha un piano B (che in verità era il suo piano A) e potrebbe decidere di dare uno schiaffo all’intesa per Napoli proponendo la candidatura, già annunciata mesi fa, dell’avvocato Sergio Rastrelli, figlio dell’ex governatore della Campania Antonio. In casa Forza Italia, la risposta (piccata) è stata affidata invece al coordinatore cittadino Fulvio Martusciello: «Sto consultando il vocabolario su cosa significhi il verbo fottere. In vita mia non l’ho mai usato, e come me oltre il 90 per cento dei napoletani».

Rottura definitiva? Si vedrà. Le parole di Maresca sono sicuramente pesanti da digerire: «Il nostro – ha ribadito –  è un metodo, non un movimento, civico, perché la storia di un uomo e di una donna non possono essere dimenticati né calpestati. Io sono un civico, la mia storia è di impegno sociale e non ho nessuna intenzione né voglia di rinnegare la mia storia, sono e resterò sempre un civico, indipendentemente dall’invito che faccio a tutti i soggetti politici che vorranno accompagnarci. La nostra porta è aperta ma Napoli si ama, non si amministra».

martedì, 22 Giugno 2021 - 09:30
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