Regionali Lazio, rottura definitiva tra Pd e M5S: i Dem costretti a convergere col Terzo Polo sul nome di D’Amato

Alessio D'Amato

Mentre in Lombardia cerca un candidato per la corsa senza alleati dopo il no di Carlo Cottarelli, nel Lazio sembrano in ascesa le quotazioni dell’assessore alla Sanità Alessio D’Amato che, peraltro, dovrebbe essere il candidato unitario e non dei soli Dem.

Il nome di D’Amato è stato infatti già fatto da Carlo Calenda del Terzo Polo, e lui stesso, interpellato, ha detto che non sarà il candidato del Pd ma «unitario». Un’alleanza per le elezioni laziali, dunque, quella che non sta riuscendo in Lombardia, ma ancora con le incognite di Verdi e Sinistra italiane che non hanno ancora deciso con chi stare.

Tramonta invece definitivamente l’idea di una coalizione allargata anche al Movimento Cinque Stelle nonostante il governatore Nicola Zingaretti, dimessosi ieri, abbia sempre avuto parole di miele per Giuseppe Conte, ai tempi del Governo giallo-rosso definito addirittura «punto di riferimento dei progressisti».

I Cinque stelle hanno rotto, ufficialmente, perché contrari alla costruzione del termovalorizzatore di Roma, ma Zingaretti ha spiegato: «Conte rompe l’alleanza di centrosinistra che governa il Lazio senza motivo perché la Regione non ha mai autorizzato e mai autorizzerà alcun inceneritore».

Senza i Cinque Styelle, quindi, la corsa per la guida della Regione Lazio sarebbe un test purissimo di alleanza Pd-Terzo Polo, quello che non sta riuscendo in Lombardia.

D’Amato oggi potrebbe ufficializzare la corsa in un evento al teatro Brancaccio di Roma e che le posizioni si stiano avvicinando lo ha confermato Calenda: «Sto dialogando con il Pd da molto tempo su Moratti e su D’Amato – ha detto-  anche se le due cose non sono collegate. Se loro non riescono a convergere sulla Moratti amen”. In pratica, dice il leader di Azione, si può fare l’accordo anche solo su D’Amato.

Il Pd però non ha ancora stabilito il percorso. Potrebbe indire le Primarie, ma non è certo. E non è certo come detto che Verdi e SI aderiscano alla coalizione, considerata la vicinanza alle posizioni dei Cinque Stelle, tant’è che Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli spingono per ricucire lo strappo tra  Enrico Letta e Giuseppe Conte attraverso un emendamento di Verdi-Si all’Aiuti ter che chiede di cancellare il progetto per il termovalorizzatore di Roma: il testo potrebbe essere ritirato e riscritto per trovare un formula che vada bene a tutti, anche a Pd e M5s, magari disponendo che si parli solo di impianti di ultimissima generazione. Una strada tortuosa e che non si sa se darà frutti certi.

giovedì, 10 Novembre 2022 - 09:51
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