Via Fani, 41 anni fa il sequestro di Moro e l’assassinio dei 5 uomini della scorta

Aldo Moro

Sono da poco trascorse le 9 del mattino del 16 marzo del 1978 quando un commando un commando delle Brigate Rosse entra in azione in via Fani, a Roma: blocca le auto del presidente Dc Aldo Moro, uccide i 5 uomini di scorta e portano via Moro su una Fiat 132 blu. Poco dopo rivendicano l’azione con una telefonata all’ Ansa.
I cinque uomini della scorta che perdono la vita sono l’appuntato dei carabinieri Domenico Ricci (42 anni), il maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi (52 anni), il poliziotto Giulio Rivera (24 anni), e il vicebrigadiere diPubblica sicurezza Francesco Zizzi (30 anni) e la guardia di pubblica sicurezza Raffaele Iozzino di 24 anni.

Quel 16 marzo del 1978 Giulio Andreotti avrebbe dovuto ottenere la fiducia per un nuovo governo in cui, per la prima volta, sarebbero stati presenti anche i deputati del Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer. La prigionia di Aldo Moro durò 55 giorni. In questo arco di tempo le Brigate Rosse rilasciano 9 comunicati per spiegare le motivazioni del sequestro ma anche per provare a intavolare una trattativa con lo Stato. Nell’ultimo comunicato viene decretate la sentenza a morte di Moro: «Per quanto riguarda la nostra proposta di uno scambio di prigionieri politici perché venisse sospesa la condanna e Aldo Moro venisse rilasciato, dobbiamo soltanto registrare il chiaro rifiuto della DC. Concludiamo quindi la battaglia iniziata il 16 marzo, eseguendo la sentenza a cui Aldo Moro è stato condannato».

E’ la mattina del 9 maggio del 1978 quando il corpo di Aldo Moro viene trovato in auto parcheggiata in via Caetani a Roma, simbolicamente a metà strada tra la sede della Dc e quella del Pci. Durante la sua prigionia Moro scrisse 86 lettere, solo alcune arrivarono a destinazione. Altre furono trovate successivamente nel covo di via Monte Nevoso.

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sabato, 16 marzo 2019 - 10:01
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