Morte di Gaia e Camilla, Genovese risponde al gip sulla sera dell’incidente: «Sono ripartito con il verde»

Camilla e Gaia
Camilla e Gaia

Pietro Genovese ha voluto rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma Bernardette Nicotra. Il ragazzo, accusato di omicidio stradale per avere investito ed ucciso le sedicenni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, è stato ascoltato ieri pomeriggio per diverse ore. Ancora scosso dall’accaduto, il giovane ha spiegato la propria versione dei fatti: «Sono ripartito con il verde – ha detto – il semaforo segnava verde, questo lo ricordo». Poi ha chiarito altri dettagli, nel corso dell’interrogatorio di garanzia durato poco più di un’ora.

«Quella sera – ha sostanzialmente detto l’indagato – ero andato ad una festa a casa di un mio amico che rientrava a Roma dal progetto Erasmus. Abbiamo quindi deciso di tornare a casa e ho imboccato Corso Francia. In auto con me c’erano due miei amici. Ricordo che il semaforo era sul verde e ho ripreso la marcia, sono ripartito».

Per Genovese si tratta del secondo confronto con gli inquirenti. Nel corso del primo colloquio, a poche ore dai fatti, si era limitato a dire di «non ricordare nulla, di non avere visto le due ragazze» che stavano attraversando. Nel corso dell’interrogatorio di ieri il 20enne ha ammesso di sentirsi «sconvolto e devastato per quello che è successo». Nelle contestazioni il gip afferma che Genovese, alla guida di un Suv, aveva un tasso alcolemico superiore al consentito frutto forse della serata trascorsa a casa dell’amico e che viaggiava ad una velocità sostenuta, superiore ai 50 km orari. Una ricostruzione suffragata anche da una serie di testimonianze.

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venerdì, 3 Gennaio 2020 - 09:33
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