Giustizia, la solidarietà ai tempi del Coronavirus: nasce a Napoli il gruppo su Fb per le sostituzioni tra avvocati

L'avvocato Raffaele De Cicco del foro di Napoli ha lanciato il gruppo per le sostituzioni tra avvocati in udienza fuori regione
di Manuela Galletta

C’è la paura, comprensibile. C’è l’insofferenza, quella di dovere restare a casa e rinunciare alla vita quotidiana fatta di infinite occasioni di libertà. E c’è pure un po’ di irresponsabilità, quella mostrata da chi, nonostante i divieti e gli appelli, non vuole rinunciare alle cene con gli amici, ai tour in altre città, alle gite in montagna.

Ma l’emergenza sanitaria da Coronavirus, divenuta pure emergenza economica, regala oggi anche storie propositive. Storie dove il senso di responsabilità nell’osservare le regole dettate dal Governo per la tutela della salute pubblica si intreccia alla necessità, per chi deve lavorare, di aiutarsi, soprattuto allo scopo di limitare gli spostamenti, benché necessari, e ridurre così possibili occasioni di contagio.

Siamo a Napoli, città ‘disordinata’, caotica ma anche versatile, creativa, geniale. Qui, prima ancora che entrassero in vigore il decreto legge ‘io resto a casa’ che ha fatto dell’Italia intera ‘zona protetta’ e quello che ha messo mano alla gestione della Giustizia, un avvocato penalista ha messo in piedi una ‘rete social’ per aiutare una categoria intera, quella di appartenenza, a fare fronte a un problema strettamente legato alla professione: spostarsi da un Tribunale all’altro, spesso e volentieri anche lontano dalla propria regione, per patrocinare le cause in cui si è impegnati come parte o per svolgere gli adempimenti necessari. E la ‘rete’, in poche settimane, è divenuta un’ancora di ‘salvataggio’ e di sostegno per tantissimi avvocati. Poche settimane fa Raffaele De Cicco, avvocato del foro di Napoli, ha aperto su Facebook il gruppo “Sostituzionipenali coronavirus – gruppo di mutuo soccorso per sostituzioni“. E in men che non si dica questa ‘comunità’ virtuale è divenuta un punto di riferimento per l’avvocatura. Da Nord a Sud.

Avvocato De Cicco, qual è la mission del gruppo?
«Il nostro lavoro non si svolge solo nei fori di appartenenza. Anzi, molto spesso siamo impegnati in procedimenti incardinati in Tribunali al di fuori della nostra regione. Ecco, in questo momento storico dove uno spostamento lontano dal nostro territorio può comportare un’esposizione ad un rischio contagio, lo strumento della sostituzione ci è sembrato una valida possibilità per bilanciare la necessità di lavorare e la riduzione degli spostamenti».

Facciamo qualche esempio per i non addetti ai lavori
«Se devo recarmi per adempimenti o per un’udienza in Tribunale fuori dalla mia regione o  in un foro diverso dal mio, si cerca un collega del posto che possa sostituirmi in un’udienza e mi eviti di percorrere molti chilometri»

Un’idea dettata dalla necessità…
«Sì. Infatti questa idea scaturisce proprio da una difficoltà che ho vissuto in prima persona. Prima che entrasse in vigore il decreto legge sulla sospensione delle udienze, ogni Tribunale si regolava in modo diverso. E’ capitato che avevo un’udienza da fare a Modena e non sapevo a Modena come ci si regolava. Per raggiungere Modena in treno avrei dovuto prendere più treni, poi alloggiare in un albergo, poi rientrare usando più mezzi. Insomma sarei stato in viaggio per circa 36 ore, costretto ad affrontare situazioni che mi avrebbero esposto a molteplici occasioni di contagio. Mi sono reso conto, confrontandomi con altri colleghi, che questa situazione di disagio e di preoccupazione accomunava, e accomuna, tanti di noi e quindi ho pensato a creare il gruppo per aiutarci con le sostituzioni».

Solitamente le sostituzioni si pagano, il nome del gruppo invece lascia intendere che tutto si regoli sulla solidarietà…
«In questo difficile momento, in cui la tutela della salute di ciascuno di noi, dei nostri cari e della comunità intera viene prima di tutto, riteniamo che sia necessario derogare al principio deontologico che prevede il compenso. E in tantissimi la pensano come me e infatti in pochi giorni siamo già a 1000 iscritti. Pensi che all’inizio gestivo da solo il gruppo, ma adesso siamo in 5-6 perché il volume di post e di richieste è notevole».

Qualche malizioso potrebbe pensare che ci guadagnate qualcosa…
«Assolutamente no. Tutto nasce solo dalla volontà di darsi una mano. Nessuno guadagna niente. E tengo a sottolineare che questa iniziativa non nasce neppure per voglia di visibilità. Io non ho ambizioni politiche nell’avvocatura. Il mio interesse è lavorare riuscendo però a tutelare la salute»

Spieghiamo meglio come funziona il meccanismo di partecipazione.
«Tutti gli avvocati possono iscriversi. E tutti gli iscritti possono invitare i colleghi a farlo. L’importante è sapere che chi entra nel gruppo deve rendersi poi disponibile a effettuare la sostituzione. Se è iscritto un collega di Napoli che dà la sua disponibilità, egli poi deve rispondere alla richiesta di sostituzione che ad esempio arriva da un collega di Torino e viceversa».

Qual è il Foro che ha risposto meglio?
«Quello di Napoli. Però sul punto voglio chiarire una cosa: io sono di Napoli e, ovviamente, i primi ad aderire sono stati, per una questione di conoscenza e di territorialità, i colleghi partenopei. Ma ci sono state altre realtà che hanno risposto bene»

Ad esempio?
«In generale posso dire che tutto il Sud ha risposto bene. Mi auguro comunque che la ‘rete’ presto si allarghi. Questo è un gruppo che poggia sul passaparola».

Siete riuscire a coprire tutti i fori?
«Non tutti, ci sono alcune realtà che sono scoperte. Anzi, se mi consente vorrei fare un appello…»

Prego…
«Al Sud mancano coperture per Benevento, Foggia, Brindisi, Catanzaro, Crotone Caltanissetta. Al Nord mancano coperture per Alessandria, Aosta, Como, Lecco, Trento e Verona. Mentre per il centro sono scoperti Reggio Emilia, Pisa, Ancora, Urbino, l’Aquila e Pescara. Sarebbe utile riuscire ad avere disponibilità da queste realtà»

Alcuni Coa, dopo l’apertura del vostro gruppo, si stanno muovendo in analoga direzione. Non si rischia di fare confusione?
«Il problema di un accavallamento si pone. Io vorrei dire a tutti, a tutte le organizzazioni professionali, collaboriamo, uniamo le forze per creare un unico modello di riferimento senza dare vita a più situazioni simili, altrimenti tutto diventa dispersivo. E, invece, in questo momento c’è bisogno di un po’ d’ordine. A tal proposito vorrei ringraziare anche alcuni consiglieri dell’Ordine di Napoli che sono sul gruppo e ci stanno dando una mano. In questo momento fare squadra è l’unica cosa che conta»

Ultima domanda: il gruppo è divenuto punto di riferimento anche per scambio di informazioni tecniche… Si sta piano piano allargando l’obiettivo…
«Beh, è una conseguenza. Nel decreto legge sulla sospensione delle udienze ci sono dei punti controversi. E dunque ci sono dei dubbi, delle domande. E così tra di noi cerchiamo di aiutarci, di confrontarci ma soprattutto di pubblicare solo documenti certi, verificabili. Il nostro lavoro non ci consente approssimazione».

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venerdì, 13 Marzo 2020 - 14:06
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