Un «corso etico» per le toghe, l’iniziativa della Scuola superiore della magistratura dopo il caso Palamara

Tribunale aula

 

Un corso etico per le toghe. E’ l’iniziativa forte della Scuola superiore della magistratura annunciata oggi. Una esigenza, hanno spiegato i rappresentanti, venuta fuori dopo il ‘caso Palamara’ che ha sconvolto il Csm aggiungendo: «Avvenimenti recenti rendono opportuna la riproposizione del dibattito sui valori morali e principi costituzionali che sorreggono l’indipendenza della magistratura».

Il corso prenderà il via dal 5 al 7 novembre, nella sede della Banca d’Italia a Palazzo Koch, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per far fronte «al senso di smarrimento che oggi colpisce molti operatori della giustizia e l’opinione pubblica di fronte ad alcune prassi degenerative».

Prenderanno la parola il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, il vicepresidente del Csm David Ermini, il Guardasigilli Alfonso Bonafede, e i lavori di questo «corso straordinario» dedicato alle ‘Garanzie istituzionali di indipendenza della magistratura in Italia’ saranno introdotti da Gaetano Silvestri, presidente della Scuola superiore della magistratura.

Per arginare il rischio di «reazioni emotive e valutazioni affrettate su temi di fondamentale importanza per la democrazia italiana, che trova nell’indipendente esercizio della giurisdizione una condizione indispensabile di esistenza», la Scuola superiore della magistratura «intende offrire uno spazio libero di incontro e di approfondimento dialettico su alcune questioni che oggi si impongono all’attenzione di tutti e non devono essere ignorate con chiusure corporative di natura ‘castale’ né, al contrario, enfatizzate in modo propagandistico da chi non ama il controllo di legalità».

«Il pieno recupero dei valori etici e dei principi deontologici è possibile perché’ fanno parte del patrimonio inalienabile della stragrande maggioranza dei magistrati. Non può suscitare timori una discussione libera da preconcetti su qualità e difetti, meriti ed errori, progressi e arretratezze, che hanno caratterizzato la gestione delle garanzie istituzionali di indipendenza della magistratura, prima fra tutte il Consiglio superiore, voluto dai Padri costituenti come necessario strumento per rendere effettive tutte le garanzie funzionali previste dalla stessa Costituzione. Né difesa retorica, né volgare dileggio, ma pacato, anche se spregiudicato, confronto di idee. Forse è il modo migliore per adempiere all’ammonimento evangelico: medico, cura te stesso», conclude la nota della Scuola delle toghe.

Tra i dibattiti in agenda, quello sulla ‘Selezione e i poteri dirigenti’ svolto dal Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho con Margherita Cassano, presidente della Corte di Appello di Firenze. Un approfondimento è dedicato anche al tema ‘caldo’ delle ‘Correnti della magistratura: origini, ragioni ideali, degenerazioni’, e al ‘Sistema elettorale del Csm’ oggetto di riforma proprio dopo l’inchiesta di Perugia che su un sistema illecito di interferenze tra politica e magistratura per le poltrone di vertice delle procure, soprattutto quella di Roma. Proprio l’ex procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi, ha molto lavorato per mettere in campo questo ‘corso straordinario’.

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giovedì, 31 ottobre 2019 - 20:36
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