Crisi, in Campania altri lavoratori a rischio: chiesta la cassa integrazione per i dipendenti della Papino


Non solo Whirlpool. Sono purtroppo anche altre le aziende della Campania e del Sud che soffrono per la crisi. Nella nostra regione ed in Sicilia la Papino Elettrodomestici ha avviato la procedura di cassa integrazione straordinaria per fine attività per 218 addetti ai punti vendita con l’eccezione di quelli di Belpasso, Gela, Misterbianco e San Giovanni La Punta.

Due giorni prima di presentare il concordato preventivo presso il Tribunale di Catania, il 18 settembre, la società ha licenziato 56 lavoratori su un esubero dichiarato di 87 dipendenti. Un comportamento definito «incongruente» da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs siciliane da parte di un’azienda che «ha completamente ignorato – scrivono in una nota Stefano Gugliotta della segreteria Filcams Sicilia e Joice Moscatello della Filcams Nazionale – la richiesta sindacale di far ricorso agli ammortizzatori sociali».

Sulla vertenza Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs nazionali hanno già chiesto l’incontro per l’esame congiunto presso il ministero del lavoro. E annunciano che chiederanno anche il ritiro dei licenziamenti. Gugliotta e Moscatello sostengono che «avere licenziato, ignorando la richiesta sindacale di ammortizzatori sociali, per chiedere dopo due giorni la Cassa integrazione straordinaria suona come beffe che si aggiungono al danno per 56 famiglie siciliane».

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venerdì, 1 novembre 2019 - 07:56
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