ArcelorMittal, i lavoratori in presidio permanente: «I politici trovino una soluzione, no a guerra tra poveri»

Ilva Taranto

«Per Taranto devono trovare la soluzione i politici, non che ci ammazziamo tra di noi in una guerra tra poveri che non serve a nessuno e loro restano sulle poltrone. O la politica trova la soluzione o è meglio che cada il governo». E’ il pensiero espresso da Giuseppe, un operaio dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto, durante il presidio permanente davanti agli uffici della direzione deciso dal consiglio di fabbrica permanente di Fim, Fiom e Uilm, che attende notizie dal vertice tra governo e azienda che si svolgerà in mattinata alla presidenza del Consiglio.

Al lavoratore ha replicato Giampiero, un collega rimasto in capo all’Ilva in amministrazione straordinaria in cassa integrazione straordinaria, che ha polemizzato con i sindacati sostenendo che «i lavoratori in amministrazione straordinaria sono caduti nel dimenticatoio totale. Io, pur risultando quinto in graduatoria, sono stato dichiarato in temporaneo esubero, mentre il settimo in graduatoria è passato con ArcelorMittal. Con quale criterio? Nessuno sta lottando per noi. Mai nessuno ci ha convocato per sapere: come state?». Il segretario generale della Uilm di Taranto, Antonio Talò, è intervenuto precisando che «bisogna evitare le divisioni e che è necessario che tutti vadano nella stessa direzione per trovare una soluzione. ArcelorMittal sta facendo il padrone, sta facendo gli interessi suoi. Se dobbiamo chiudere l’area a caldo – ha detto rivolgendosi ai lavoratori – vogliamo vedere un minuto prima in che modo si bonifica e cosa succede a 4-5mila lavoratori che risulterebbero in esubero e alle loro famiglie».

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mercoledì, 6 novembre 2019 - 11:21
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