Camorra, omicidio Zambrano: il boss Pagano confessa e rimedia 18 anni, quasi come i 2 pentiti; disposti 4 ergastoli

Il boss Cesare Pagano

Tutti colpevoli per l’omicidio di Vincenzo Zambrano, un delitto di camorra firmato dagli Amato-Pagano e dai Lo Russo. Le dichiarazioni dei pentiti che erano il cuore dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero antimafia Enrica Parascandolo hanno retto al primo banco di prova, ma la sentenza emessa poche ore fa dal giudice per le indagini preliminari Luana Romano del Tribunale di Napoli ha regalato comunque un dato sul quale ci sarà di sicuro di battaglia. Il boss Cesare Pagano, mandante dell’omicidio, ha evitato l’ergastolo chiesto dal pm perché ha ‘ammesso gli addebiti’, si è assunto la sua parte di colpa (senza accusare terze persone) ed ha così ottenuto le attenuanti generiche che hanno portato ad un ridimensionamento della pena finale, anche alla luce del fatto che il processo si è definito con la modalità del rito abbreviato. Pagano è stato condannato a 18 anni. Di poco più basse sono state le condanne inflitte ai due collaboratori di giustizia che hanno contribuito a ricostruire l’agguato e a trascinare alla sbarra gli imputati: 16 anni (appena 2 anni in meno rispetto al boss) sono stati inflitti ad Antonio Lo Russo, al secolo al vertice dell’omonimo clan; 14 anni a Biagio Esposito, al tempo componente del direttore degli Amato-Pagano.

Altri quattro imputati, che non hanno reso dichiarazioni confessorie, sono stati invece condannati alla pena dell’ergastolo: il massimo della pena è stato disposto per Oscar Pecorelli detto ‘o malomm (personaggio di spicco del clan Lo uso), Antonio Esposito e Giuseppe D’Ercole detto ‘o Lione, tutti esponenti del clan Lo Russo.
Vincenzo Zambrano venne ucciso il 28 luglio del 2009 a Scampia. Fu ucciso perché aveva osato mettere in dubbio la leadership nel clan Amato-Pagano di cui faceva parte. La cosca chiese poi ai Lo Russo di eseguire il delitto.

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mercoledì, 13 febbraio 2019 - 19:30
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