Casalesi, il pentito Schiavone accusa:
«C’è una talpa nel Ros dei carabinieri,
ci dava soffiate sugli arresti da fare»

Procura di Napoli (foto Kontrolab)

Una «talpa all’interno del Ros». Un carabiniere infedele che prestava il fianco al clan dei Casalesi. Lo sostiene il pentito Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco detto ‘Sandokan’, e adesso indagano gli uomini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

La rivelazione del collaboratore di giustizia è contenuta agli atti di un verbale depositato nell’inchiesta a carico di Carmine Antropoli, l’ex sindaco di Capua (di Forza Italia) e primario dell’ospedale Cardarelli, arrestato il 4 febbraio scorso con l’accusa di concorso esterno in associazione di stampo perché si sarebbe avvalso dell’aiuto dei Casalesi in occasione delle elezioni comunali del 5 giugno del 2016 (poi vinte da Eduardo Centore, la cui ‘era’ è finita pochi mesi fa a seguito di dimissioni di massa dei consiglieri). Nicola Schiavone è assai preciso nel fornire dettagli alla procura sull’identità del carabiniere del Ros che avrebbe aiutato il clan dei Casalesi: il pentito ha infatti riferito che il militare è legato da vincoli di parentela con l’ex sindaco di Trentola Ducenta Nicola Pagano.

Non solo: Schiavone ha precisato anche la natura dei ‘piaceri’ ricevuti dal carabiniere. «Quesa persona ci dava le soffiate pure sugli arresti per gli omicidi, come il triplice delitto Minutolo-Papa-Buonanno», ha raccontato il pentito. Il triplice omicidio cui Schiavone fa riferimento risale al 2009. I corpi senza vita di Giovanni Battista Papa e di Modestino Minutolo furono trovati nelle campagne di Villa di Briano. Il cadavere di Francesco Buonanno fu trovato, invece, in un campo di papaveri a Frignano. Per quel delitto fu spiccata un’ordinanza in carcere proprio per Nicola Schiavone, il quale però riuscì a sottrarsi all’arresto. Una fuga che, oggi, il pentito sostiene essere legata proprio alle soffiate della ‘talpa’. Il carabiniere è stato già identificato e adesso sono in corso accertamenti necessari a verificare la fondatezza delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Nicola Schiavone.

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venerdì, 29 marzo 2019 - 16:56
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