Astensione penalisti contro riforma della prescrizione fa saltare udienza Rigopiano, familiari delle vittime: «Nostri cari non scioperano»

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Rinviata al 29 novembre a causa dello sciopero dei penalisti, la terza udienza preliminare del procedimento sul disastro dell’Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), in programma davanti al gup del tribunale di Pescara.

«Prima ancora che l’Unione delle Camere Penali Italiane indicesse l’astensione dalle udienze, 150 giuristi, tra i quali docenti universitari di diritto costituzionale, di diritto penale sostanziale e processuale, e presidenti emeriti della Corte Costituzionale – spiega Vincenzo Di Girolamo, presidente della Camera penale di Pescara  – avevano sottoscritto un appello al Presidente della Repubblica in occasione della promulgazione della legge spazzacorrotti, segnalandone i gravi profili di incostituzionalità nella parte in cui dispone la sospensione sine die dei termini di prescrizione del reato a seguito della pronuncia di primo grado e, di fatto, assoggetta l’imputato di qualunque reato, persino se assolto in primo grado, ad una pretesa punitiva statale priva di termini temporali».

«In occasione dell’ennesima udienza volta a decidere chi sarà chiamato ad essere giudicato, ci sarà uno sciopero indetto dalle camere penali- scrivono i familiari del comitato per le vittime di Ricopiano- Sappiamo che chi aderirà, avrà sicuramente e giustamente interesse a far sì che questa riforma non si concretizzi mai, ma noi saremo lì comunque perché i nostri cari non sciopereranno, a loro è stato tolto per sempre il diritto a scioperare, loro cercano e pretendono solo giustizia».

«La lotta di tante associazioni e di intere famiglie colpite dalle varie tragedie italiane – si legge in una nota – deve avere un unico obiettivo, la riforma della giustizia e soprattutto della prescrizione. Questa parola tanto temuta da chi ogni giorno deve fare i conti con il proprio dolore e con la sete di verità e giustizia e con le paure di veder allungarsi per forza di cose i tempi per arrivare ad avere risposte concrete e definitive su quanto di più caro ed importante è rimasto nei loro cuori e nelle loro menti: rendere giustizia ai propri cari; ci preme più di tante altre. Questa spada di Damocle non può e non deve precludere ciò che ogni genitore, figlio, fratello o sorella hanno loro giurato, trovare i responsabili della loro morte ingiusta. Per far sì che questo movimento di coscienze abbia ascolto e seguito, necessita di un’unione di intenti e di azioni per arrivare a quanto in molti sperano, una riforma che renda giustizia a tutti in tempi brevi e con assoluta certezza delle pene verso chi ha sbagliato».

Intanto il gip del Tribunale di Pescara ha archiviate per manifesta infondatezza le accuse contro gli investigatori che si occuparono delle indagini sulla tragedia dell’hotel Rigopiano e un consulente della Procura, il tenente colonnello dei carabinieri forestali, Annamaria Angelozzi, e il consulente nominato dalla Procura, Igor Chiambretti. Erano stati denunciati dagli avvocati del sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, imputato nel procedimento sul disastro del resort. I difensori del sindaco nella denuncia ipotizzavano il reato di omissioni di atti d’ufficio a carico dell’ufficiale dei carabinieri forestali e l’abuso d’ufficio nei confronti di Igor Chiambretti. Accuse che il procuratore aggiunto Anna Maria Mantini e il sostituto Salvatore Campochiaro, dopo gli accertamenti, hanno ritenuto «assolutamente infondate e non riscontrate» disponendone l’archiviazione.

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Ergastolo ostativo, per la Consulta è incostituzionale

 

venerdì, 25 ottobre 2019 - 10:50
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