Prescrizione, il pm Maresca al fianco dei penalisti: «E’ un istituto di civiltà giuridica»

Il pm Catello Maresca (foto Kontrolab)

C’è anche un magistrato che pubblicamente abbraccia la causa dell’Unione delle Camere penali italiani contro la riforma della prescrizione. E’ il pubblico ministero napoletano Catello Maresca, che poche settimane fa in Commissione Giustizia aveva duramente contestato la riforma spiegando che essa avrebbe creato «ingorghi in Corte d’Appello ed eterni giudicabili». Maresca avrebbe dovuto partecipare alla maratona oratoria che da lunedì vede i penalisti impegnati davanti alla Cassazione allo scopo di informare la collettività degli effetti della riforma, ma per impegni personali non ha potuto raggiungere la Capitale.

Tuttavia il magistrato, che oggi è in forza al pool ‘reati contro la pubblica amministrazione’ della procura di Napoli ma che per dieci anni è stato nella Direzione distrettuale antimafia (ha legato il suo nome alla cattura del boss Michele Zagaria), ha voluto comunque fare sentire la propria vicinanza ai penalisti inviando loro un messaggio, «La prescrizione è un istituto di civiltà giuridica. Un processo giusto deve essere tempestivo e rapido. Altrimenti non soddisfa l’esigenza di giustizia della collettività e non realizza il principio costituzionale di rieducazione della pena. Pensate ad un soggetto che dopo anni da un fatto di reato commesso occasionalmente, magari in giovane età, che si veda irrogare una pena che comprometta la sua stabilità professionale e familiare», ha affermato Maresca. «Il blocco (la sospensione è termine atecnico) della prescrizione dopo la sentenza di primo grado senza ulteriori interventi sul procedimento penale e di carattere organizzativo – ha aggiunto Maresca – è una misura del tutto inidonea a risolvere il problema della lunga durata del processo. Rischia invece di creare il fenomeno dell’eterno giudicabile già dichiarato per altre situazioni costituzionalmente illegittimo».

Maresca ha dunque ribadito che urge «intervenire contestualmente con un progetto organico sui temi della priorità delle indagini nei programmi organizzativi degli Uffici di Procura, sulle priorità nella trattazione dei processi, sul processo telematico penale, sui meccanismi di rinnovazione del dibattimento e sull’appello. Oltre ad una seria ed approfondita riflessione sulle piante organiche degli uffici e sull’ufficio del magistrato, aspetti organizzativi non più eludibili».

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venerdì, 6 Dicembre 2019 - 19:24
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