Battesimo di fuoco per De Majo, nel tritacarne per i post su Israele. Lei si difende: «Squadrismo contro di me»

Eleonora De Majo

E’ stata varata da appena 48 ore, ma la nuova giunta di Luigi De Magistris è finita già nel fuoco incrociato delle polemiche. La più bersagliata è Eleonora De Majo, ventinovenne attivista dei Centri sociali, esponente di ‘Insurgencia’ e consigliera comunale promossa ad assessore a Cultura e turismo (al posto di Nino Daniele, anche in questo caso tra mille proteste del mondo della cultura napoletano)che non ha mai nascosto le proprie opinioni critiche nei confronti di Israele e filopalestinesi.

Proprio per alcuni post del 2015 molto duri nei confronti dello Stato israeliano il neo assessore è stata oggetto di pesanti critiche da parte della comunità ebraica ma anche dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ha fatto sentire la propria voce anche Mara Carfagma, deputata campana di Forza Italia : «Luigi de Magistris- ha scritto- nominando Eleonora De Majo assessore alla cultura del comune di Napoli ha toccato il fondo e lo ha fatto con l’unico scopo di salvare la sua poltrona attraverso l’ennesimo rimpasto di giunta. Questa nomina arriva proprio nei giorni in cui l’Italia intera prende atto con grande amarezza che l’odio antiebraico ha ripreso vigore e che gli ebrei sono minacciati ancora oggi. De Majo ha insultato l’ebraismo intero equiparando il sionismo al nazismo e minimizzando la Shoah, un esempio lampante di quell’antisemitismo di sinistra che copre di insulti la brigata ebraica alla commemorazione del 25 aprile e non perde occasione per infangare lo Stato di Israele negandone il diritto all’esistenza e alla sicurezza».

All’interno del Consiglio comunale si registra invece il duro commento di Roberta Giova (‘La Città’) con un post su Facebook: «Apprendo dagli organi di stampa di alcune dichiarazioni del neoassessore alla cultura del Comune di Napoli, dalle quali avverto come doverosa la necessità di prendere le distanze. I concetti espressi non trovano spazio alcuno nel gruppo che rappresento. Il gruppo La Città non ha mai sposato e mai sposerà logiche antisemite e si dissocia in maniera categorica dalle idee espresse dall’assessora. Sono certa di poter esprimere solidarietà alla Comunità ebraica non solo a titolo personale, ma anche a nome di tutti i dirigenti e dei gruppi consiliari municipali de La Città, ben conoscendone il pensiero e la formazione culturale. Così come sono certa che la maggior parte dei colleghi consiglieri non intenderà associare l’assise a queste posizioni che aumentano sempre di più la distanza tra l’organo di indirizzo e la Giunta scelta dal Sindaco de Magistris. Non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti. Il Consiglio comunale deve rimanere luogo di tutela dei diritti, senza condizionamenti di credo religioso, politico o razziale. Presenterò al prossimo Consiglio Comunale un ordine del giorno per difendere la storia e l’immagine della città, medaglia d’oro per la Resistenza, e della sua massima istituzione».

Al termine di una giornata molto difficile ha fatto sentire la propria voce la diretta interessata. Eleonora De Majo si è difesa sui social, contrattaccando chi, soprattutto Salvini, ne aveva messo alla berlina le opinioni: «Quello che è accaduto oggi è molto grave- ha scritto-
Un attacco mediatico squadrista, immotivato perché partito da un post che pubblicai nel lontano 2015, quando non ricoprivo alcuna carica istituzionale e nel quale commentavo duramente una dichiarazione in cui il premier israeliano Netanyahu, affermò all’assemblea delle Nazioni Unite che “Hitler non voleva sterminare gli ebrei ma solo espellerli”, dichiarazione così assurda che poi fu costretto a ritrattare. Una giornata in cui sono stata offesa e minacciata in ogni modo attraverso i social network e accusata di “antisemitismo” e addirittura razzismo da figure politiche che soffiano su odio e intolleranza da quando hanno iniziato la propria carriera politica.  Io che non ho mai mancato un appuntamento antifascista e antirazzista negli ultimi dieci anni, che sono stata nei campi profughi tra Macedonia e Grecia a guardare negli occhi gli effetti devastanti di quella politica dell’odio e del filo spinato praticata da chi oggi mi accusa. Essere radicalmente critici verso l’apartheid che lo stato di Israele pratica nei confronti del popolo Palestinese non ha nulla a che fare con l’antisemitismo. Meno che mai con il razzismo. Siamo il paese in cui i partiti di centro/destra, i cui esponenti oggi si riempiono la bocca accusando me di antisemitismo, votano contro l’istituzione della commissione sull’odio, voluta da una senatrice vittima della violenza nazista. Questa campagna diffamatoria ad armi impari non la vincerete, fatevene una ragione. A testa alta e pancia a terra sono a lavoro per la città che amo».

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giovedì, 14 novembre 2019 - 09:50
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