Sibillo, il ras dettava ordini dal carcere: la compagna svela lettere e ambasciate, lite coi nuovi capi per la gestione della cassa

intercettazioni
di Manuela Galletta

Una lettera. Con su scritto poche ma chiare indicazioni: l’importo delle ‘settimane’ che le mogli dei boss detenuti avrebbero dovuto percepire e il ruolo di contabile del clan da assegnare alla moglie di Pasquale Sibillo. A farla arrivare ai nuovi reggenti del clan Sibillo, Giovanni Matteo e Giovanni Ingenito (entrambi cugino di Sibillo), fu lo stesso boss nel periodo in cui era detenuto nel penitenziario di Secondigliano.

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E’ quanto emerge dagli atti di inchiesta che stamattina ha colpito la cosca attiva tra Forcella, rione San Gaetano e Decumani, sfociando nella contestazione dei reati – mossi a vario titolo – di associazione di stampo mafioso, estorsione e traffico di droga. La circostanza dell’invio di ‘direttive’ da parte di Pasquale Sibillo – finito in cella nel 2015 per effetto dell’inchiesta sulla cosiddetta ‘paranza dei bambini’ che gli è valsa una condanna definitiva a oltre 13 anni – emerge dalle intercettazioni ambientali che sono al cuore dell’indagine condotta dai carabinieri. Emerge cioè dalla viva voce dalla compagna dello stesso Sibillo, Vincenza Carrese (destinataria di ordinanza di custodia cautelare in carcere), che senza giri di parole parla di ‘lettere’ e di ambasciate arrivate dal marito.

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E’ l’11 aprile del 2017 all’interno del nuovo ‘direttorio’ della famiglia Sibillo si sta consumando una lite sulla gestione della ‘cassa’. C’è qualcosa che non va nei ‘conti’ portati avanti da Giovanni Ingenito e Matteo Giovanni, c’è qualcosa che non va nell’organizzazione delle piazze di spaccio. Soprattutto si percepisce che i due nuovi reggenti non rispettino a pieno gli ordini impartiti dal boss detenuto. E’ la compagna di Sibillo a manifestare il disappunto, a riprendere a muso duro Ingenito. «Voi dovete mettere a Lino (Sibillo, ndr) e Antonio (Napoletano, ndr) davanti a tutti quanti…. Mio marito ha detto che tu devi dare 100 euro. Perché tu di testa tua hai deciso di non darle più? Rispondimi. Perché non mi rispondi più?». Ingenito è in un angolo, prova ad andare al contrattaccato: «E perché devo cacciare questi 100 euro?». Ma la donna lo zittisce: «Mio marito lo ha deciso». Quindi la donna racconta che Antonio Napoletano detto ‘o nannone, altra figura di spicco del sodalizio, è arrabbiato con i referenti in libertà: «Sta come un pazzo. Lo sai cosa ha detto a mia sorella? Ha detto che quando esce manda all’ospedale a tutti quanti… e i primi siete voi.. per voi non fate niente».

Giovanni Ingenito prova a spiegarsi, vuole chiarire ma Vincenza Carrese, detta Nancy, è furiosa (un altro dei presenti la invita persino a non urlare) e a questo punto consegna, non volendo, nelle mani della Dda un particolare sull’effettiva influenza che Pasquale Sibillo, benché detenuto, continua a esercitare. «Io domani gli dico ‘E’ inutile che mi mandi le imbasciate’, tu non sei nessuno’», grida la donna. Che incalza: «Voi mezza imbasciata avete avuto 3/4 mesi fa da Secondigliano: ‘Caricate la roba e portatela a mai moglie. Deve essere quella che porta i conti’». Ingenito però sostiene di non saperne niente («A me non è mai stato detto») e  Vincenza Carrese si lascia sfuggire la circostanza della lettera: «O’ Giààà, l’avete letta questa carta? Però i 300 euro li avete letti… Il fatto delle lettere la sopra che sta scritto: ‘300 euro a Bruno, 300 euro a Nancy..’ e dietro non stava scritto San Gaetano?».

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mercoledì, 6 novembre 2019 - 15:41
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