Cucchi, il giudice del processo sul depistaggio si astiene: «Sono un ex carabiniere». Il dibattimento si rinvia

Stefano Cucchi

Comincia con un rinvio il tanto atteso processo sui tentativi di insabbiare la verità sul pestaggio subito in una caserma dei carabinieri da Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni deceduto in ospedale una settimana dopo l’arresto e le percosse.

Il giudice monocratico del Tribunale di Roma Federico Bona Galvagno, al quale era stato assegnato il dibattimento, si è astenuto dal condurre il processo perché è un ex carabiniere in congedo e il suo trascorso lavorativo lo ha portato, come egli stesso ha spiegato nelle motivazioni dell’astensione, ad avere rapporti personali con alcuni alti ufficiali dell’Arma. Al suo posto subentra il giudice Giulia Cavallone, figlia figlia del sostituto procuratore generale della Corte di Appello di Roma, Roberto Cavallone: si torna in aula il 16 dicembre.

Sul banco degli imputati ci sono 8 carabinieri accusati di avere avuto un ruolo nel depistaggio sulle indagini avviate per accertare le responsabilità della morte di Stefano Cucchi. Il generale dei carabinieri Alessandro Casarsa è accusato di falso ideologico perché – secondo la ricostruzione del pm Giovanni Musarò – avrebbe dato l’input, poi trasmesso a cascata a tutta la scala gerarchica dei carabinieri dell’epoca, di modificare due annotazioni di servizio relative allo stato di salute di Cucchi che, poche ore dopo l’arresto e il pestaggio nella caserma della stazione Appia, venne portato in condizioni già critiche presso la stazione di Tor Sapienza.

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Quelle annotazioni, secondo la procura, furono falsificate allo scopo di «procurare l’impunità dei carabinieri della stazione Appia responsabili di avere cagionato a Cucchi le lesioni che nei giorni successivi gli determinarono il decesso». Sul banco degli imputati anche il colonnello Lorenzo Sabatino, ex capo del nucleo operativo di Roma, accusato di omessa denuncia; Francesco Cavallo, all’epoca dei fatti tenente colonnello capoufficio del comando del Gruppo Roma; Luciano Soligo, già comandante della Compagnia Montesacro; Massimiliano Colombo Labriola, ex comandante della stazione di Tor Sapienza; Francesco Di Sano, all’epoca in servizio a Tor Sapienza; Tiziano Testarmata, già comandante della quarta sezione del Nucleo investigativo e il carabiniere Luca De Cianni. Gli otto carabinieri sono stati rinviati a giudizio lo scorso 17 luglio dal gup Antonella Minunni del Tribunale di Roma.

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martedì, 12 novembre 2019 - 14:28
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